Area verde sul Sangro, il Wwf in prima linea per evitate i tagli degli alberi previsti nel progetto

Opi (Aq). Problemi per l’area verde da realizzare nel Parco nazionale d’Abruzzo, lazio e Molise, il progetto (fiume Sangro Por fers 2014/2020 asse VI, Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali linea di azione 6.5.A.2) prevede il taglio di 14 alberi e di altri eventuali 9 fusti, aspetto incoerente per un’area protetta che non viene vietato né stralciato dal progetto. In breve l’operazione è rimandata a considerazioni sul prevedibile crollo dei fusti ossia tutto sarà affidato alla solita astuta predizione di eventuali pericoli.

Saranno risparmiati unicamente, almeno per un primo momento, gli alberi che ospitano rifugi di chirotteri, nidi di specie ornitiche o presenza di Osmoderma eremita. L’abbattimento di quelli che sono perlopiù salici maestosi continua a restare del tutto ingiustificato e incomprensibile.Fa sapere il Wwf Abruzzo: “Nell’area di interesse non esiste alcun problema di sicurezza per manufatti o persone e non si comprende per quale motivo si senta la necessità di andare a interferire con il ciclo vitale dell’ecosistema fluviale, che necessita anche della presenza di alberi senescenti e tronchi in alveo. Un albero marcescente può dare ospitalità a un numero elevato di specie animali, basti pensare alle larve e agli insetti che diventano risorsa trofica per numerose specie di vertebrati come picchi, passeriformi, piccoli mammiferi – prosegue l’associazione ambientalista – È assurdo pensare che in un’area protetta come quella del Parco d’Abruzzo, nella piana di Opi, senza problemi d’incolumità pubblica legati ad eventuali, ipotetici crolli, si possa proporre il taglio di alberi. Resta irrisolto anche il problema della tempistica dei lavori che se anticipati rispetto al periodo consigliato dell’autunno-inverno, aumentano di molto il possibile impatto sulle specie e sugli habitat presenti. La Regione e il Parco risolvano in altro modo le questioni legate al nuovo crono-programma dei lavori, senza dover far pagare alle specie e agli habitat le questioni burocratiche di chiusura degli interventi” conclude il Wwf. I lavori non sono partiti e il ritardo agevola la stagione riproduttiva e non interferisce sul ciclo vitale di piante e animali.

Il progetto prevede un intervento di rinaturalizzazione delle sponde, con rimozione dei sedimenti accumulati negli anni, spesso anche in modo non del tutto naturale, piantumazioni di specie arboree per ricreare la fascia ripariale, realizzazione di strutture di intercettazione di sedimenti realizzate in paleria. Nell’esecuzione dei lavori è prevista anche la rimozione di diversi alberi di salici senescenti e la movimentazione di sedimenti. Il Wwf Abruzzo ha inviato al comitato Valutazione di impatto ambientale, le proprie osservazioni al progetto in data 28/03/2018, chiedendo sostanzialmente di

  • Espletare la procedura completa di Vinca per la movimentazione dei sedimenti, in modo da poter valutare tratto per tratto le modalità di intervento e le misure di mitigazione necessarie.
  • Eliminare del tutto dal progetto gli interventi di taglio.
  • Vietare la realizzazione dei lavori nel periodo primaverile, quando molte specie protette sono in fase di riproduzione/deposizione delle uova e il danno alle popolazioni potrebbe essere particolarmente grave; definire quindi un altro periodo per l’eventuale intervento, da individuare in base ai cicli vitali delle specie tutelate, in modo che non si vada in alcun modo a comprometterli.

Nonostante la fase di valutazione approfondita, nel parere espresso dal Comitato Via della Regione Abruzzo, per il Wwf non risolve tutte le criticità del progetto: “Per molti animali come chirotteri, alcune specie di uccelli, di pesci e di anfibi, nonché per il gambero di fiume, l’impatto dell’opera in fase di cantiere viene comunque ritenuto presente e importante e le misure di mitigazione risolvono solo in parte il problema”.