Improvviso stop alle Buste Nere. Sbic chiede al Cogesa comunicazioni adeguate a città di 25mila abitanti

“Il Cogesa ha deciso che noi, poveri mortali, non possiamo usare buste per la spazzatura di colore scuro. Quando l’ha deciso? Perché l’ha fatto? Nulla è dato di sapere” denuncia in una nota Sulmona bene in comune.

Una spesa in più per le famiglie sulmonesi sommata a quella per i sacchetti di frutta e verdura della spesa? I sacchetti trasparenti solo all’avvio della raccolta differenziata, nella fase di distribuzione dei mastelli, sono state distribuiti gratuitamente a Sulmona. Da altre località, servite dalla società in località Nocemattei, fanno sapere che le buste trasparenti sarebbero ancora fornite senza costi aggiuntivi, incluse nel servizio di smaltimento. Ci sono poi delle isole ecologiche perfettamente funzionanti in altri luoghi, in spazi organizzati puliti e non distanti dal centro storico con cassonetti in comune per la differenziata e l’indifferenziato. Ne è un esempio virtuoso Castrovalva (Anversa degli Abruzzi – Aq) dove all’ingresso del paese è stata realizzata una graziosa struttura in legno contornata persino da vasi di gerani freschi, per celare i cassonetti. E a Sulmona? Niente. Va bene vietare i sacchetti neri di plastica, ma un minimo di preavviso? Decisione imprevista e improvvisa dunque: “Per quanto riguarda l’informazione dobbiamo dire al Cogesa che una novità del genere, che costringe i cittadini a tenere a casa la spazzatura che nessuno raccoglie, va fatta in ben altro modo – sottolinea il movimento politico – Si tratta di comunicazione istituzionale che deve avere le caratteristiche massive utili ad una città di 25 mila abitanti. Si sarebbe trattato di diluire l’informazione in almeno 50 giorni, impegnando la struttura in un’informazione capillare. Si tratta di porsi l’obiettivo di contattare tutti i cittadini anche, per esempio, con volantini per ogni mastello. Noi non siamo consulenti della comunicazione, noi stiamo dalla parte dei cittadini che rischiano di esasperare le loro risposte e di scegliere la strada peggiore. Potremmo ritrovarci nelle prossime settimane con mastelli vuoti e sacchi per strada e lì saremmo costretti a capire i cittadini. Altra cosa che ci interessa capire è poi il livello di interlocuzione che la società ha con il Comune. Questa bella pensata, insomma, è stata comunicata o concordata con il Comune? O la sindaca e l’assessore si sono ritrovati scavalcati nella relazione con i cittadini? Se così fosse l’amministrazione dovrebbe renderne conto – conclude Sbic – I cittadini utilizzeranno quindi i sacchi trasparenti, ma certo vorrebbero anche maggiore trasparenza nelle determinazioni del Cogesa e della giunta comunale”.