Avvistati oltre 30 Grifoni avvoltoio nella fascia esterna del Parco nazionale D’Abruzzo

Volteggiano ai confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sulle nostre teste i Grifoni avvoltoio, (Gyps Fulvus) sono a caccia, in 33 sono proprio su di noi. Per un istante siamo le loro prede, ma a questi avvoltoi piacciono le carcasse e in pochi secondi i nostri movimenti li convincono a spostare la ricerca a Nord-Est.

La loro funzione di pulizia ecologica è indispensabile, il loro apparato digerente ha la capacità di eliminare i batteri e quindi la diffusione di malattie. Un valore aggiunto sia per l’ecosistema che per l’economia dei territori che li ospitano incapaci però di mettere a sistema un turismo legato alla Natura (ad esempio birdwatching – osservazione degli uccelli) e senza guardiani adesso proprio non è il caso di azzardare. Sembrano in contatto visivo tra loro, anche se sono distanti l’uno dall’altro e scendono di quota a spirale quasi insieme, prima uno poi gli altri planano, cerchiando il cielo avvicinano al primo in basso. Hanno avvistato qualcosa. Simbolo di perfezione e potenza hanno l’eleganza delle aquile. I Grifoni avvoltoio restano sospesi a grandi altezze, nonostante il loro peso che oscilla tra gli 8 e i 10 kg sfruttano le correnti ascensionali grazie all’apertura alare che sfiora i 3 metri e alla reazione dinamica dell’aria contro le superfici delle ali. Poco meno di un minuto e si distanziano dalle pale eoliche, fortunatamente. Avendo un’aspettativa di vita di 30/40 anni e raggiungendo la maturità sessuale a circa 6 anni, tra questi grifoni avvoltoio potrebbe già esserci una seconda generazione e magari i primi discendenti di quelli reintrodotti a fine anni ’90, progetto che ne ha garantito il ritorno in Abruzzo, partendo dalla Riserva del monte Velino nel Parco Regionale Sirente. Erano scomparsi nel XIX secolo per le doppiette e soprattutto perché si nutrono di resti di animali (volpi in particolare) uccisi con bocconi avvelenati. Non sono d’aiuto per la specie gli impianti ad impatto paesaggistico come le pale eoliche.

A liberare gli adulti di Grifone avvoltoio, provenienti dalla Spagna, circa una ventina d’anni fa sono stati gli agenti del Corpo forestale dello Stato oramai assorbiti nell’Arma dei Carabinieri, da più di un anno.

Copre grandi distanze il Grifone avvoltoio e può arrivare sino in Francia e in Svizzera. Questi non danno l’impressione di avere il nido da queste parti, sono a caccia, sono di passaggio e contiamo più di 30 individui.

Negli stemmi per metà raffigurati come aquile e per il resto come leoni, rappresentano la potenza in cielo e in terra. In araldica lo stemma del Grifone era riferito a chi aveva compiuto una missione con precisione e capacità: custodia, vigilanza e protezione. Tra gli stemmi più conosciuti attualmente il grifone spicca in quello del Corpo della Guardia di Finanza.

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