Sanità: ancora polemiche. Le aree interne dovrebbero fare rete e finirla con gli orticelli

Sulmona (Aq). Poco interessate ai sussurri delle pagine dei giornali e sul Web, le comunità chiedono fatti non parole e sono stufe delle quisquilie, delle classificazioni più o meno ingiuste affibbiate a quello o quell’altro ospedale perchè se di base o di primo livello comunque il servizio langue, l’ospedale si svuota e quasi sparisce lasciando insoddisfatti pazienti, utenti e persone bisognose di cure adesso, nel presente.

Se il risultato non cambia bisogna cambiare registro. Occorre preoccuparsi non di un solo ospedale, ma di tutti i presidi sanitari delle aree interne avendo una visione d’insieme perché tutti possano curarsi e bene. L’impegno è di aggiungere qualcosa di buono a quel poco che è rimasto nel cuore d’Abruzzo dopo l’incubo del commissariamento della Regione sulla sanità. Quel che resta dei partiti è invece indaffarato a recitare di rimediare, ad offendere e dividere. La lezione non è stata ancora compresa. In termini di servizi e unità operative, di personale e cure i tagli sono  costati caro soprattutto alle aree interne dove però non si trova la quadra, non si fa sistema, ci si oppone  fantasticando un terreno arato su un campo di battaglia ancora fumante. A noi sembra che la discussione sia vana perché da una diversa luce il problema è dei presidi sanitari dell’entroterra che per spuntarla occorre fare rete, organizzarsi insieme e specializzarsi ciascuno in base alle esigenze delle comunità accolte nei comprensori dalla val Pescara, alla valle peligna, all’Alto Sangro e alla valle Subequana. Il comparto turistico dove si prova ad unire mare e monti per soddisfare l’offerta potrebbe insegnarci qualcosa. Bisognerebbe finirla con la politica degli orticelli in questa terra infranta e ormai arida e cominciare a ragionare in grande, collegandosi alle altre realtà, per sopravvivere allo sfacelo. Piegare ogni discussione al  tornaconto politico, elettorale e personale non porta a nulla e non è per il bene della comunità che in quelle scatole vuote dovrebbero curarsi.

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Annamaria Casini

Replica da palazzo San Francesco, alla dolente nota del Pd, della prima cittadina Annamaria Casini: “L’arroganza del Pd cittadino è senza ritegno. Come può pensare che la gente abbia dimenticato le inverosimili lungaggini nella realizzazione dell’ospedale di cui, in verità, ancora non si è riusciti a tagliare alcun nastro? E poi come pensa di essere credibile attraverso i suoi parlamentari che oggi all’opposizione presentano, con una quanto meno tardiva azione politica, disegni di legge contro la loro stessa legge (Lorenzin) che prevede il depotenziamento degli ospedali di provincia, fortemente voluta, votata e difesa dal Governo Renzi?Malgrado questa legge, che come tante altre degli ultimi anni ha portato a importanti razionalizzazioni e riduzioni di servizi nelle aree interne come la nostra, grazie al deciso intervento dell’allora assessore regionale Andrea Gerosolimo (dimessosi proprio perché non più in linea con le scelte politiche e amministrative della Regione) sul Piano Sanitario del 2016, si è scongiurato il peggio per l’ospedale  peligno. Ospedale che, malgrado abbia perso negli ultimi dieci anni numerosi primari, mai sostituiti, è riuscito a conservare tutti i servizi compreso l’Uoc di Rianimazione e il Punto Nascita, con addirittura un aumento dei posti letto e finalmente si è riusciti a fare il concorso di primario di Anestesista. Questi sono fatti che nessuno può disconoscere. Nel bilancio presentato vengono omesse le carenze di personale, soprattutto quello medico, e di risorse strumentali (stiamo ancora aspettando la risonanza magnetica annunciata nel 2016) e non viene chiarito quante delle oltre 200 unità previste dal piano assunzionale aziendale saranno assegnate in Valle Peligna – replica il sindaco Annamaria Casini – Capisco che le bocciature elettorali possano disorientare, ma per superare questa fase e recuperare il terreno perduto il Pd cittadino dovrebbe cambiare strategia evitando di esercitarsi in farneticanti comunicati di scarso senso logico per di più cercando inutilmente capri espiatori.  Dovrebbe più onestamente imparare dai suoi errori, prima di tutto riconoscendoli, e poi costruendo proposte finalmente adeguate ai bisogni dei cittadini”.

Comunicato del Pd sulla questione sanità in risposta ad un intervento di Casini: Il passaggio dall’essere il “nuovo” all’essere il “vecchio” per la Sindaca Casini è stato veloce e senza alcun intoppo. Potremmo dire un passaggio da protocollo.  D’altronde, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, non siamo molto stupiti: una maggioranza consigliare, quella di Sulmona, ostaggio e strumento a seconda delle occasioni e a seconda di quanto fosse utile essere amici o nemici di una giunta regionale di cui, per molto tempo, l’ormai ex assessore Gerosolimo né è stato rappresentante e paladino in terra peligna. Da pochi giorni la Sindaca Casini, con Gerosolimo fuori dalla giunta per sua stessa volontà, si riscopre, lei stessa, paladina del tutto ma purtroppo del niente. Probabilmente rendendosene anche conto, con le sue uscite sui giornali smentisce se stessa, le decisioni votate in consiglio comunale dalla sua maggioranza e, cosa divertente, anche i consiglieri, cavalieri della tavola rotonda, che sul tema sanità, in passato, facevano la loro comparsa, o comparsata che dir si voglia, sui giornali locali. E tutto il loro trasformismo, segno di validi insegnamenti e di una scuola politica d’altri tempi, esce fuori in un battito di ciglia. La Sindaca indossa la fascia, punta il dito e i cavalieri, seduti, rimangono questa volta in silenzio. Tutti loro, dal primo all’ultimo, hanno dimenticato di aver votato, con alzata di mano e di fronte a tutta la città, a favore della nuova classificazione dell’ospedale di Sulmona come ospedale di base, contro un’opposizione sempre chiara nel richiedere il primo livello. Hanno accusato altri di vecchia politica, personalismo e incapacità. Oggi, articoli di giornale alla mano, diciamo che hanno aspettato tempi migliori per manifestare il loro pensiero. E i tempi migliori, per qualcuno, sono arrivati e non avendo trovato spazi ed opportunità alle elezioni per il Parlamento, le prossime elezioni regionali restano una meta da raggiungere, mentre il pensiero dei vari Lancillotti e Ginevre rimane il pensiero di uno. Perché così oggi funziona e la ricerca del consenso individuale, per uno, è l’obiettivo di questa maggioranza consigliare. E la città di Sulmona, il modo in cui viene amministrata, purtroppo, è lo specchio di tutto questo.

Si dimentica però una cosa, si dimentica di fare i conti con la realtà e con i fatti:

1. il nuovo Ospedale, il primo interamente antisismico in Abruzzo, sarà inaugurato a breve;

2. finanziamenti attendono di essere erogati da parte del Ministero per la riqualificazione della nuova ala, la realizzazione dell’elisuperficie, l’interramento  delle centrali termiche, la demolizione dell’ala vecchia e la riqualificazione dell’area;

3. in più un finanziamento di 20 milioni a ripiano delle anticipazioni  fatte dalla Regione per la costruzione del nuovo Ospedale;

4. concorsi per rafforzare gli organici nei vari presi Ospedalieri: per L’Aquila-Avezzano-Sulmona saranno  circa 210 con una consistente quota che andrà a rafforzare l’Ospedale  dell’Annunziata di Sulmona, copertura dei posti vacanti dei primari in settori strategici dei servizi ospedalieri;

5. recuperare la classificazione di primo livello e per ora il Pd ha presentato in Parlamento un apposito disegno di legge a firma dei deputati abruzzesi  D’Alessandro-Pezzopane.

Mentre dal 2014 qualche nostalgico continua a dire: “E’ ora di fare”, qualcuno sta già facendo e ha fatto al posto suo. Mentre #SCELAF (hashtag/acronimo del blasonato: Sulmona ce la farà!) oggi comincia ad essere confuso con un nuovo piatto a base di felafel, Sulmona ce la fa ma grazie ai suoi cittadini che la considerano un bene comune e non il bene di uno.