Sulmona. Degrado a Palazzo Mazara, i video shock

Sulmona (Aq). Questo scempio però fa gridare dal profondo degli abissi. In pieno centro storico, palazzo Mazzara è diventato un letamaio. A svelare cosa resta della sontuosa residenza della marchesa Smeralda Mazzara, fino a qualche anno fa sede di alcuni uffici comunali, è il video shock girato da chi oggi, nella Patria del sommo poeta latino Ovidio Nasone, ha visitato il palazzo e poi sconvolto, nauseato, atterrito, attonito ed esterrefatto ne è uscito.

Nessuna pulizia e così langue, la fine è arrivata anche per lo storico complesso di via Mazara, di fronte a palazzo San Francesco, dove i cumuli di escrementi e i piccioni morti sono ovunque, mura umide e  sporco da far ribrezzo. Una rovina, una vergogna. L’ardua sentenza nei documenti video, ma sinceramente non ci sono parole e non c’è più nemmeno reazione allo stato di cose. Purtroppo sembriamo rassegnati, quasi trascurandoci così condizionati dal brutto, nel sopportare il fatiscente paesaggio sulmonese. L’aspetto sempre più macabro che assume la città sepsso non ci meraviglia.  Guardiamo dall’altra parte, facciamo finta che non esista. Parla da sé il degrado e in questa lunga notte della città dei confetti cade il silenzio, tutto nei monumenti e nei complessi che si stanno sgretolando così  come il cuore di questa ridente cittadina delle valle Peligna che si spezza. Il centro storico va in frantumi e anche la periferia cade a pezzi e ciò che si rompe non fa nemmeno più rumore.

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Palazzo Mazzara nasce dalle rovine del sisma del 1706, esattamente da un vecchio edificio del ‘500. Architettura e decorazioni del complesso risalirebbero alla II metà del Settecento (Barocco). Un documento notarile certifica l’esistenza del palazzo nel 1748 e riguarderebbe l’acquisto di alcuni locali della famiglia che mantenendo solo le mura principali della vecchia struttura aggiunsero altri corpi di fabbrica. La cultura artistica napoletana è ravvisabile in una planimetria di progetto del palazzo che illustra l’ideazione di una scalinata a 3 rampe e che non fu mai attuato per problemi di natura economica venne così mantenuta l’antica scalinata e, di lì a qualche anno, fu realizzata la fontana attualmente collocata su un terrazzo ai tempi con un giardino pensilesu via Peligna (fonte VisitSulmona).