Stato pietoso in Marsica per la depurazione: la denuncia del Wwf Abruzzo Montano

Il Wwf Abruzzo montano torna sul pietoso stato della depurazione in Marsica, dopo la maxi multa da 25 milioni di euro comminata all’Italia che dal 2012 è sotto procedura d’infrazione con oltre 100 Comuni non in regola.

I depuratori marsicani “sono di capacità insufficiente rispetto alle utenze, malfunzionanti o addirittura assenti e quindi nel migliore dei casi non riescono a depurare adeguatamente le acque reflue convogliate verso gli stessi – denuncia l’associazione ambientalista – La situazione è drammatica, soprattutto in considerazione del fatto che la mancata depurazione delle acque reflue produce evidenti effetti nocivi sui canali del Fucino”. Il Wwf è preoccupato anche per altre procedure che incombono sull’Italia in materia di acque, riguardanti l’inadeguata applicazione della direttiva quadro Acque (2000/60/Ce) sulle derivazioni a scopo idroelettrico (Eu Pilot 6011/14/Envi) e più  in generale (Eu Pilot 7304115/Envi) per la mancata piena attuazione della direttiva, con particolare attenzione all’insufficiente coordinamento, all’assenza di metodologie corrette per gli inquinanti nelle acque sotterranee, ai prezzi dell’acqua in agricoltura e ad altre questioni legate sempre al settore agricolo. “È quindi necessario che le amministrazioni locali, l’ente regionale servizio idrico e il gestore del servizio idrico integrato (Cam spa) pongano tra le loro priorità la ristrutturazione e l’ammodernamento dei depuratori di acque reflue presenti sul territorio, anche attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, al fine di fornire un servizio efficiente alla collettività garantendo il rispetto dell’Ambiente – sottolinea in una nota il Wwf Abruzzo montano – Alcune regioni italiane hanno dotato i loro depuratori di vasche di prima pioggia, al fine di rimediare alle criticità che si verificano nei giorni con piogge particolarmente abbondanti. Iniziamo con l’adozione di questi semplici accorgimenti, utili a migliorare la funzionalità dei nostri depuratori, in attesa di trovare le risorse economiche necessarie ad una più compiuta ristrutturazione di tutto il sistema”. L’associazione non nasconde preoccupazioni per le somme già stanziate per le criticità nella gestione della risorsa idrica nel Fucino: “Sono 50 milioni di euro segnate nel Masterplan e nemmeno in parte per dare una prima risposta a questa emergenza”conclude Antonello Santilli, vicepresidente dell’associazione.