Parlamentari abruzzesi chiamati al confronto venerdì sull’Acqua del Gran Sasso

Teramo. Venerdì alle ore 18 nella sala consiliare della Provincia in via Milli 2 l’Osservatorio indipendente sull’Acqua del Gran Sasso ha invitato tutti i parlamentari eletti in Abruzzo, il 4 marzo scorso, al confronto pubblico sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso, organizzato con il patrocinio dell’amministrazione Provinciale di Teramo. 

La politica nazionale, attraverso i deputati e i senatori eletti in Abruzzo, è stata una delle grandi assenti della vicenda dopo l’incidente dell’8/9 maggio 2017. I parlamentari eletti nella passata legislatura non hanno assunto nessun reale ruolo sulla vicenda e sono mancate anche le più semplici iniziative, se si esclude una interrogazione parlamentare presentata dall’allora deputato Sottanelli. Con il rinnovo pressoché totale della compagine parlamentare eletta in Abruzzo, l’Osservatorio auspica un confronto aperto sui territori e in una puntuale attività nel Parlamento e nel governo. Con l’attuale suddivisione dei collegi per la Camera e ancora di più per il Senato tutti i parlamentari eletti in Abruzzo hanno nel loro collegio almeno una parte di territorio che attinge acqua dall’acquifero del Gran Sasso. “Vedremo se e quali dei nuovi parlamentari vorrà accettare il nostro invito a confrontarsi” dichiarano dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso. “Il tema della tutela dell’acquifero e di conseguenza il tema della difesa dell’ambiente e della salute umana dovrebbero interessare tutti, indipendente dagli schieramenti politici. Speriamo vivamente che i rappresentanti dell’Abruzzo in Parlamento vogliano cogliere questa occasione di confronto”. Scaduto ieri l’ultimatum del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, all’Istituto nazionale di fisica nucleare e a Strada dei Parchi spa per un progetto di messa in sicurezza dell’acquifero, come richiesto da febbraio in vista della riunione del 25 giugno della Commissione tecnica per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso. A più di un anno dall’incidente dell’8/9 maggio 2017 la Commissione istituita dalla Regione, che però si è sempre rifiutata di far partecipare le associazioni dell’Osservatorio, non ha ancora fatto alcun passo avanti sulla sicurezza dell’acquifero a rischio per la presenza dei laboratori dell’Istituto di Fisica nucleare e per le gallerie autostradali. L’Osservatorio indipendente sull’Acqua del Gran Sasso è costituito dalle associazioni Wwf, Legambiente, Mountain wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia nostra e Fai.