Idrocarburi nell’Arolle: fenomeno naturale. Ipotesi d’inquinamento scartata già nel ’90

Tocca da Casauria (Pe). Il presunto inquinamento da idrocarburi (petrolio) del torrente Arolle, che sfocia sul fiume Pescara interessa un fenomeno naturale, già monitorato oltre 30anni fa e per il quale è stata scartata qualsiasi ipotesi d’inquinamento negli anni ’90.

L’allarmismo di queste ultime settimane sull’inquinamento da idrocarburi spinge poi un senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, a depositare un’interrogazione ai ministri dell’ambiente e della salute per chiedere un intervento di contenimento del fenomeno naturale quando invece sarebbe il caso di sollecitare soprattutto l’avvio della bonifica delle aree del polo chimico di Bussi, così come ha fatto ieri il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta. Preoccupato dalla situazione di stallo che si regista ormai da mesi, Lagatta chiede di incontrare i vertici del ministero dell’ambiente. Il primo cittadino punta alla riqualificazione dell’area, attesa ormai da 11 anni, la reindustrializzazione vede infatti impegnate sul sito 2 importanti realtà imprenditoriali. La prima, la Società chimica Bussi spa, del gruppo che fa capo a Donato Todisco e Domenico Greco, opera nello stabilimento già presente. La seconda, quella che più preme a Lagatta, è l’iniziativa del gruppo farmaceutico bergamasco che dovrebbe realizzare un fabbricato per produrre farmaci (forse preservativi) e garantire lavoro ad almeno 180 bussesi. Una settima dalle elezioni, i vertici della società hanno annunciato l’esecutività del progetto per la presentazione dello stesso a Invitalia per l’avvenuto  passaggio di proprietà, da Solvay al comune (2016) e dall’amministrazione alla società vicentina, dei terreni confinanti e a servizio delle discariche 2A e 2B.