Prati di Tivo: Turismo sostenibile, questo sconosciuto!

Il Wwf è fortemente critico sull’istallazione di 12 O’bellx per gestire i rischi da valanga alla base della parete Nord di Corno Piccolo per la quale sarebbero necessari particolari accorgimenti a tutela dell’ambiente. O’bellx è un sistema per il distacco artificiale controllato delle masse nevose instabili, creando una sovrapressione sul manto nevoso generata dall’esplosione di una miscela di gas (ossigeno e idrogeno) all’interno di una campana. Cervinia è stato il primo Comune italiano ad impiegare questo sistema.

Archivio Gran Sasso Immagine Trozzi

Sull’impiego del sistema il Wwf Teramo sottolinea che il rischio valanghe non nasce oggi: “Già nello studio del 1974 dell’IasM (Istituto assistenza allo sviluppo del Mezzogiorno) sui futuri bacini sciistici abruzzesi l’area dove sorgono oggi gli impianti di Prati di Tivo veniva considerata ad alto rischio, ampiamente sottovalutato dalla politica del tempo che ignorò le indicazioni dello studio. Purtroppo ci è voluta la tragedia di Rigopiano per capire che la conoscenza di rischi da valanga imporrebbe alle amministrazioni serie azioni di prevenzione”.

L’associazione del Panda segnala che nella documentazione progettuale messa a disposizione a seguito di accesso agli atti si evidenzia una certa superficialità nell’esaminare l’impatto ambientale su ecosistemi particolarmente fragili. “Non risulta alcuna richiesta di Valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) obbligatoria per l’intervento che ricade su Siti d’interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps) della Rete Natura2000 nel Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga – aggiunge – La nota della Provincia (65/2018 del 2.1.2018) con la quale si richiedono pareri, autorizzazioni e nullaosta non fa riferimento specifico, come dovrebbe, alla Vinca che spetterebbe al Comune di Pietracamela”. Nessuna valutazione del progetto è possibile in mancanza di Vinca, chiarisce l’associazione ambientalista preoccupata non solo per l’impatto visivo degli O’bellx sul Corno Piccolo. Con il loro supporto permanente, i sostegni metallici di circa 3,90 metri di altezza, sono visibili senza neve. “Tale problema potrebbe essere superato dalla prescrizione di rimozione anche dell’intero supporto e non soltanto della campana, così come previsto. Prescrizione che tecnicamente può essere realizzata, ma a cui sembra che nessuno abbia pensato – prosegue il Wwf – Per la gestione di tali interventi, una volta realizzati, non mancano i problemi. Insegnano le esperienze dei vari gestori che, in difficoltà, hanno richiesto interventi economici pubblici – domandano gli ambientalisti – Quali garanzie ci sono che si avrà la forza economica di manutenere e rimuovere ogni anno tali istallazioni? Non si può sottovalutare il rischio valanghe, ma la gestione dei sistemi di protezione valanghe a Prati di Tivo pone al centro della discussione lo sviluppo sostenibile della montagna che va oltre il solo aspetto ambientale”. Negli ultimi anni sulla stazione sciistica di Prati di Tivo sono stati investiti, per gli impianti, quasi 16 milioni di euro. “È giunto il momento che il Comune di Pietracamela, la Provincia di Teramo e anche i privati coinvolti si rendano conto che non si più rincorrere lo sviluppo legato al turismo dello sci alpino, sarebbe una scelta perdente sia dal punto di vista economico che da quello ambientale – chiarisce il gruppo ecologista – Nessun nuovo investimento dovrebbe essere pensato senza una riflessione sul futuro della stazione per evitare sperpero di denaro pubblico. È assurdo veder ripianare con soldi pubblici debiti di un’attività che di fatto viene svolta da privati. Come Wwf da anni sosteniamo che è arrivato il momento di definire il futuro di una serie di stazioni sciistiche regionali che, a causa dei cambiamenti climatici e della maggiore attrattività degli impianti sulle Alpi, risultano essere ormai fuori mercato. Lo sci alpino non sarà l’elemento su cui basare lo sviluppo di questi territori che dovrebbero diversificare l’offerta puntando soprattutto sul turismo verde. L’intervento oggi in discussione, peraltro, rappresenta solo il primo stralcio di un progetto più ampio che ne prevede anche un secondo dal titolo Piano delle misure e degli apprestamenti per la sicurezza delle piste da sci, propedeutico alla messa in sicurezza delle attrezzature. Sarebbe necessario capire oggi di quali interventi si tratta e se si prevedono altri impatti. La Provincia di Teramo dovrebbe spiegare chiaramente qual è il reale piano per i Prati di Tivo, consentendo così di valutare gli impatti ambientali complessivi sull’area. Alla Provincia proponiamo di farsi promotrice di uno o più incontri pubblici alla presenza di tutti i portatori di interessi (particolari e generali) per illustrare attentamente il Piano e raccogliere indicazioni. Ciò, ad esempio, visto che la messa in sicurezza dalle valanghe di un comprensorio sciistico di dimensioni contenute come i Prati di Tivo può avvenire con diversi sistemi (dall’uso di elicotteri al coinvolgimento di operatori specializzati), permetterebbe anche nel caso specifico di scegliere il sistema più valido ed efficace”.