Altro studio sismico per la centrale, ancora niente ordinanza per tutelare il tritone

Il tono rassicurante del sì romano al nuovo studio sismico, chiesto alla multinazionale per la centrale di spinta e il metanodotto Snam, non allontana la posa della prima pietra, né il rischio simico, ma solo eventuali reazione pacifiche contro la realizzazione del mostro.

Mai dimenticare che l’impianto è comunque autorizzato e sono stati avviati, da 2 mesi, i carotaggi. Voci di corridoi, poi, riferiscono che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia condividerebbe diversi progetti con la Snam eppure lo studio: “Sarà effettuato dall’Ingv – chiarisce il sindaco Annamaria Casini – La nostra battaglia per impedire la costruzione della centrale e del metanodotto continua con tutti i mezzi a nostra disposizione”. Il primo cittadino ancora non ha emesso una ordinanza cautelare per tutelare l’areale del tritone  crestato che, individuato e certificato da esperti a Casepente, ricade proprio sull’area in cui sarà costruito tra 10 mesi, checché ne dica nella capitale, l’impianto di spinta del metano per vendere il gas naturale all’Europa a beneficio della Snam e sacrificio delle popolazioni.

Carotaggi centrale maggio 2018 foto Maria Trozzi Report-age.com
Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Invisibile il tritone anche per il comitato No hub del gas che però sugli studi sismici dichiara: “La Commissione tecnica nazionale Via in mancanza di tali studi, non avrebbe dovuto dare parere favorevole per il rilascio della compatibilità ambientale. Riteniamo che rassicurazione e sicurezza non coincidano perché, pur effettuando tutti gli studi possibili, come precisato dalla stessa Commissione di Valutazione di impatto ambientale questi serviranno a ridurre la vulnerabilità della condotta in caso di sisma dunque non eliminare.

La richiesta è stata ribadita nell’ultima Conferenza dei servizi di aprile, nella sede della Presidenza del consiglio dei ministri. “Ieri pomeriggio si è tenuto a Roma, nella sede dell’Ingv, un incontro tra il presidente Carlo Doglioni, i tecnici Ingv e i rappresentanti del mise, al quale sono stata invitata a partecipare insieme al vicesindaco Nicola Angelucci, con delega all’ambiente – chiarisce il sindaco Annamaria Casini – Si è discusso di una convenzione tra il Mise e Ingv per effettuare nuove verifiche di natura tecnica e scientifica sulle aree interessate dall’opera, alla luce dei terremoti registrati negli ultimi anni nel nostro territorio, dato che dalla Valutazione di Impatto Ambientale è passato troppo tempo – aggiunge il primo cittadino – Abbiamo rimarcato come gli studi fatti siano oggi del tutto insufficienti rispetto ad una compiuta valutazione dell’opera e della sua pericolosità in un territorio come il nostro ad alto rischio sismico. Gli esiti saranno illustrati nella prossima Conferenza dei servizi nell’ambito dell’iter autorizzatorio del metanodotto. Gli approfondimenti scientifici riguarderanno anche la Centrale di compressione e dureranno diversi mesi, spostando dunque nel tempo la conclusione del procedimento” inteso che Casini si riferisca all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e la costruzione della centrale, già autorizzata, non partirà prima di un anno dal posizionamento delle centraline dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale per il monitoraggio dell’aria. “Un lasso di tempo nel quale chiederemo al nuovo governo di esprimersi politicamente su queste opere, esplicitando una posizione netta in merito ad una politica energetica sostenibile che salvaguardi le aree interne fragili e da preservare dal punto di vista ambientale” conclude Casini.

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