De Nino Morandi: locali cercasi per il rientro a Sulmona. Musp al Sampieri

É scongiurata, ma solo per il momento, la chiusura dei corsi grazie all’impegno della Provincia dell’Aquila a trovare una sede provvisoria in cui ospitare, a Sulmona (Aq), gli studenti del De Nino-Morandi accolti a Pratola Peligna (Aq). L’ente territoriale così ha garantito la formazione delle prime classi (a ragioneria sono solo 15 iscritti, 13 per geometri) per l’anno 2018/2019 altrimenti compromessa per il calo significativo della popolazione scolastica che dal 2014, anno del trasloco, ha registrato meno 147 tra geometri e ragionieri.

Calo popolazione scolastica de Nino Morandi Report-age.com 2018
Foto Trozzi
Incontro De Nino Morandi foto Maria Trozzi Report-age.com 12.6.2018
Foto Maria Trozzi

Piano b poi per il Sampieri di Pratola Peligna (Aq), per l’istituto agrario è stata fatta richiesta di un modulo scolastico provvisorio (600 m²) che la Provincia progetta di collocare nella tenuta della statale 17 dove ospitare gli studenti in attesa dell’intervento di recupero della parte del complesso scolastico adeguabile, annuncia il presidente della Provincia Angelo Caruso. Si fa il punto della situazione su alcune scuole in un incontro pomeridiano nella sala conferenze del Vescovado con il Comitato che da anni combatte per il rientro dei ragazzi e il recupero del complesso di via Virginia D’Andrea. Dagli esiti di una verifica tecnica risulta possibile conservare e adeguare l’edificio senza demolire. Ben augurante il saluto del vescovo, Michele Fusco: “Affinché si possa trovare soluzione e risolvere nel migliore dei modi”. L’edificio è in completo abbandono e alcuni consiglieri comunali chiedono controlli e messa in sicurezza per evitare altri guai: accessi non autorizzati, atti di vandalismo che sviliscono la struttura sino all’incendio del 28 dicembre 2017. Il complesso scolastico? Solo in parte fu sequestrata a seguito dell’inchiesta sulla ricostruzione delle scuole, lesionate dal sisma del 2009. Venne accertato che le opere di messa in sicurezza e finalizzate all’adeguamento sismico della scuola, dopo il terremoto del 6 aprile furono eseguite solo in parte o in maniera difforme da quanto previsto dai progetti. Da queste varianti, si legge nel fascicolo della Guardia di finanza, l’intera struttura non risulta allo stato attuale sismicamente idonea e quindi non può ospitare in piena sicurezza gli studenti delle 2 scuole, questo a gennaio 2014. Ad ottobre dello stesso anno la perizia costringe la Provincia al trasferimento dei ragazzi, ma solo 5 anni dopo il sisma e 2 anni dopo la firma del contratto di Ati Fin srl e Cosman srl, intervento dato in subappalto. Ragionieri e geometri, il numero degli iscritti già assottigliato, vengono trasferiti all’Istituto industriale di Pratola, come le sardine insieme a tanti altri rimasti scolasticamente orfani. “Ci venne chiusa la porta in faccia” riferisce l’allora sindaco Peppino Ranalli sulla proposta di locali alternativi per tenere i giovani a Sulmona. Riportare i ragazzi nel capoluogo Peligno sarà comunque un’impresa, titanica se a remare contro c’è qualcuno, innominato, perché del suo nome non c’è traccia nell’incontro, ma il suo spirito aleggia. L’importo speso per il trasporto dei ragazzi a Pratola (35 mila euro), se ne fa carico la Provincia dell’Aquila, permetterà di recuperare parte degli oneri di locazione, stimati a circa 100 mila euro, dell’immobile per accogliere a Sulmona gli studenti. ‘Ritorno immediato’ spinge il professor Franco D’amico, in prima linea in questa lunga battaglia. Eppure, la procedura di avviso per la manifestazione d’interesse ha i suoi tempi, 90 giorni almeno, e non è detto che qualcuno risponda. Nessuno della Provincia si è costituito parte civile nel procedimento penale in corso all’Aquila nei confronti degli imprenditori imputati, forse i giudici del tribunale dell’Aquila decideranno venerdì. Solo oggi, grazie al professor D’Amico, si scopre che a causa dei lavori difformi eseguiti nella scuola, appena 200 mila euro, non è stato possibile risolvere con l’istituto dello scivolamento per far concludere l’adeguamento alla ditta classificata seconda nella gara d’appalto. Si propone una modifica anche alla disciplina di questo istituto. Intanto i giorni passano ed è sempre più a rischio il mantenimento dell’importante presidio scolastico, per non parlare poi dell’ex sede del liceo classico Ovidio.

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Scuole sequestrate: ricostruite in parte e male

É deciso, futuri ragionieri e geometri all’Itis di Pratola