Luci e Ombre nella gestione dell’Acqua nel Fucino

Il Wwf Abruzzo montano accoglie l’intenzione di potenziare la filiera depurativa nei Comuni circumlacuali della Piana del Fucino per assicurare alti livelli qualitativi dell’acqua utilizzata a scopi irrigui attraverso la ristrutturazione di 6 impianti di depurazione e la creazione di una moderna rete irrigua in pressione estesa all’area che sia in linea con le direttive europee sul risparmio idrico ed energetico.

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La soluzione progettuale proposta dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale però non convince del tutto l’associazione ambientalista. Il progetto selezionato prevede infatti anche la realizzazione di un invaso da 9 milioni di m³ d’acqua presso la Conca di Amplero, nel territorio comunale di Collelongo (Aq). “Una soluzione  estremamente critica dal punto di vista ambientale – chiarisce il Wwf montano – La Conca di Amplero si trova all’interno di un Sito di importanza comunitaria, nella Zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) e presenta caratteristiche carsiche per cui la parziale impermeabilizzazione prevista avrebbe un notevole impatto sulla circolazione sotterranea delle acque – aggiunge l’associazione – Il sito di Amplero vanta inoltre un’elevata importanza dal punto di vista archeologico e certamente non rassicura il fatto che i progettisti abbiano dichiarato che i siti archeologici noti sono in posizione esterna rispetto all’area del futuro invaso e che non è prevista la realizzazione di opere di trattenuta, considerato l’elevato rischio sismico presente nella zona interessata. A completare le indicazioni sin qui emerse va aggiunto che nel territorio comunale di San Benedetto è previsto un bacino di accumulo da 2 milioni di m³ d’acqua che sarà utilizzato come cassa d’espansione per la laminazione delle piene. Lascia infine perplessi anche in termini di economicità l’ipotesi di una stazione di pompaggio dell’acqua nella piana Fucense (prelievo notturno da fluenze superficiali in località Borgo Ottomila), l’accumulo in quota nella Conca di Amplero e la produzione di energia elettrica mediante caduta. È del tutto inconcepibile invece il fatto che il progetto preliminare sia stato redatto senza procedere alla fase di Valutazione di impatto ambientale e senza chiedere pareri alle autorità competenti ai controlli in materia paesaggistica e archeologica”. Una scelta contestata dal Wwf: “La Regione Abruzzo ha stipulato una convenzione con l’Autorità di bacino già nel 2012 e la società di progettazione ha avuto l’incarico dal 2013. Ci sono voluti ben 5 anni per vagliare le 11 soluzioni progettuali iniziali senza arrivare alla definizione di dettaglio del progetto preliminare e senza acquisire le autorizzazioni necessarie? La data ultima per l’affidamento dei lavori è il 31/12/2019. I tempi sono molto stretti, ma questo non giustificherebbe in alcun modo soluzioni raffazzonate e dannose per l’ambiente e per il territorio anche perché diversi degli aspetti critici della soluzione su cui si sta attualmente ragionando sono stati evidenziati proprio dalla società di progettazione- conclude i Wwf Abruzzo Montano – Ci riserviamo di esprimere ulteriori considerazioni quando sarà noto il progetto, ma sin d’ora chiediamo il massimo rispetto per l’ambiente e per le regole. L’errore è stato sciupare 5 anni senza essere arrivati a una soluzione realistica, condivisa e non dannosa”. Resta un anno e mezzo per rimediare da non sciupare.