Anniversario Polizia Penitenziaria: Scuola di formazione superattiva, ma si tiene alta la guardia

Tutto va avanti e si fa fatica, ma tutto procede nel migliore dei modi grazie al sacrificio di chi opera in questa dura realtà nonostante le grandi difficoltà. I dati snocciolati stamane nel corso della cerimonia del 201 anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria sono la prova della mole di lavoro svolto dal Corpo di Polizia Penitenziaria alle prese con problemi di sovrappopolamento della popolazione carceraria e di carenze di organico.

Aggiornamento

Foto di copertina Maria Trozzi

Carcere Sulmona Romice 201 anniversario Corpo di Polizia Penitenziaria Report-age.com 2018
Immagine Maria Trozzi
Torta anniversario 201 Corpo polizia penitenziaria Foto Trozzi Sulmona Report-age.com 24.5.2018
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Nella cornice un ritratto di San Basilide, protettore dei Poliziotti impegnati nelle carceri, e il vetro riflette alcuni invitati alla cerimonia mentre si succedono gli interventi. Non mancano i saluti e i ringraziamenti e l’immagine del Santo Patrono è raggiante di sole quando Sergio Romice, direttore dell’Istituto di pena di Sulmona (Aq), prende la parola e a chiusura del suo discorso, con un pizzico di sano umorismo, rappresenta la realtà invitando i poliziotti in congedo, pensionati, a dedicare un po’ del loro tempo libero alla struttura. I presenti sorridono. Nella sala convegni i dati vengono portati alla luce e così si può comprendere, meglio, il mondo carcerario e la situazione che, quotidianamente, viene affrontata con coraggio dagli operatori che importa sacrifici anche per le famiglie dei baschi blu su cui spesso si riflettono le conseguenze dei turni massacranti di lavoro per i pochi agenti operativi (1 per ogni 2 detenuti – media 1,98) la cui età media cresce con una manciata appena di nuovi ingressi tra le divise. Tanti pensionamenti e problemi di ogni sorta per le centinaia di criticità che si registrato dentro le mura. Tra gli incarichi assegnati alla Polizia penitenziaria, soprattutto a garanzia della sicurezza nazionale, il Corpo gestisce anche la banca dati del Dna con prelievo, analisi, riscontri ed archiviazione per i ristretti. Nell’istituto Peligno sono stati eseguiti 65 prelievi di Dna per tenere sempre aggiornato questo importante archivio.

La Casa di reclusione di Sulmona (Aq) è destinata a diventare il più grande istituto di pena d’Italia. In base ai dati 2017 sono 256 i poliziotti assegnati a questo carcere di Alta sicurezza, ma la forza reale è di 252 unità operative: 22 ispettori, 16 sovrintendenti e 214 agenti ed assistenti. Quasi 1500 le traduzioni eseguite, 961 sono le visite mediche e i ricoveri effettuati, 2 mila 21 i rapporti istruiti, 36 le notizie di reato nell’istituto e 225 gli eventi critici gestiti dai poliziotti operativi. Sono oltre 710 le pratiche di polizia giudiziaria definite. Per la corrispondenza sono migliaia le lettere gestite per l’invio e la ricezione e sempre relative al mondo carcerario. In tutto sono sottoposte alla detenzione 500 persone e nel carcere ovidiano 200 detenuti sono ospitati nel padiglione verde, quello ad Alta sicurezza (As1 e As3), altri 300 letti sono occupati nel padiglione blu (As3). In dettaglio, sono 25 i posti riservati ai collaboratori di giustizia di prima fascia. Nella struttura vivono 167 ergastolani. Per l’ampliamento del carcere Peligno sono circa 30 i mezzi pesanti in entrata nell’istituto, ogni giorno, per la costruzione del nuovo padiglione che peró va per le lunghe. Quando l’intervento sarà concluso il numero dei ristretti ospitati salirà a 700. Sono 1500 i passaggi di detenuti al piano terra, quotidianamente controllati e perquisiti, che studiano, lavorano e partecipano alle innumerevoli attività trattamentali. Tra i lavori svolti in carcere è in testa la produzione della storica falegnameria e poi l’attività di calzoleria e sartoria con commesse anche nazionali. A Sulmona sono garantiti 2 mila 200 colloqui con i familiari (circa 275 al mese) con 24 mila kg di vestiario e alimenti in entrata (circa 3 mila al mese) e sono 2000 i colloqui visivi tra detenuti e i loro legali (circa 250 al mese). Sono 352 le video conferenze per collaboratori interni ed esterni, As3 e As1. Gli accessi in istituto nell’arco dell’anno sono stati 25 mila, 1595 i turni di vigilanza armata perimetrale.

Istituto di formazione per la Polizia penitenziaria di Sulmona. Con 546 persone formate lo scorso anno la scuola di Fonte D’Amore sembra distanziare il rischio chiusura, ma si tiene alta la guardia. Sono 172 le unità impegnate nella scuola dal Provveditorato regionale Lazio, Abruzzo e Molise dell’amministrazione penitenziaria. Attualmente è avviato il 173° corso per allievi agenti insieme ad altre attività di formazione di rango regionale e nazionale per tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria. Tra giugno e luglio 2017 il 172° corso di formazione ha garantito l’inserimento nel ruolo di agente e assistente 171 allievi preparati proprio in valle Peligna. Non mancano l’addestramento e le simulazioni per il trasporto e la tutela dei detenuti ad alto indice di pericolosità o dei collaboratori di giustizia, in aggiunta ad attività di aggiornamento, operativa e di allenamento, dalla palestra al Poligono di tiro. Intensi i corsi per ottenere patenti particolari (per la B con 15 autorizzati lo scorso anno e per la patente D altri 15 preparati) e quelli per Istruttori addestramento formale con 82 unità formate.

Marsica, carcere San Nicola. L’istituto di Avezzano è il primo esempio in Italia di carcere a custodia aperta e a trattamento avanzato per i detenuti comuni. Il sistema della custodia attenuata ha dato buoni risultati e resiste grazie anche alla tenacia dei comandanti che si sono impegnati alla corretta applicazione della circolare del 24 novembre 2011, interpretazione che estende il trattamento attenuato a tutti gli istituti di pena per detenuti comuni. Al San Nicola in un anno sono stati registrati 133 ingressi, 92 dalla libertà, 38 da altri istituti e 3 persone si sono costituite entrandovi.

mariatrozzi77@gmail.com