Abruzzo e Lazio a confronto domani con Il ruolo delle Regioni tra impegno civico e sostenibilità

Pescara. I lavori verranno introdotti dal Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca e vedranno la partecipazione dei vice presidenti delle Regioni Abruzzo e Lazio, Giovanni Lolli e Massimiliano Smeriglio.

Giovedì, alle ore 17.30 presso la sala Tosti dell’Aurum, avrà luogo il convegno Il ruolo delle Regioni tra impegno civico e sostenibilità promosso dal sottosegretariato alla presidenza della giunta tegionale d’Abruzzo Mario mazzocca. I lavori verranno introdotti dal sottosegretario con i saluti di Giovanni Di Iacovo, assessore alla cultura del Comune costiero. Seguiranno gli interventi del vice presidente Lolli e di Massimiliano Smeriglio, vice del Lazio. Parteciperà il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco. Con Smeriglio si discuterà del rapporto tra impegno civico e ruolo delle istituzioni democratiche perché la regione Lazio potrebbe insegnare qualcosa in materia di l’inclusione sociale, welfare, coinvolgimento delle periferie, rilancio dell’occupazione e soprattutto lotta alla mafia e difesa della sanità pubblica. “Sentiamo il bisogno di una comunicazione reciproca sui temi, per valutare meglio possibilità e limiti delle nostre reciproche esperienze – dichiara Mazzocca – Esercitare un mandato istituzionale voglia dire innanzitutto rappresentare, consigliare e indirizzare le istanze provenienti dalle associazioni, dalle comunità locali, dai movimenti per la salute e l’ambiente fino alla più importante delle questioni che è quella della piena occupazione e dell’ottenimento del benessere per tutti, nessuno escluso. In tal senso, l’alleanza del fare, che in Smeriglio vede uno dei principali interpreti, è sicuramente uno degli strumenti degni di interesse e studio: un esperimento riuscito, e da replicare ovunque e a tutti i livelli, a partire dal contesto di governo regionale. Praticare percorsi di inclusione, fermarsi a dibattere e progettare, li ritengo strumenti attuali come non mai. Con essi, e tramite essi, si riesce a superare il formalismo del rapporto con i cittadini a cui certa tecnocrazia vorrebbe piegare la politica, senza il rischio di essere populisti, banali o addirittura demagoghi”.