Parco tosato da pecore? L’idea è di un abruzzese che la pensò come misura antincedio

Abruzzo. Tosare l’erba del parco della Caffarella con pecore, capre, cavalli e addirittura maiali? Non è un’idea della giunta Raggi, ma di un abruzzese doc, un pastore eccezionale che la immaginò anche e soprattutto come misura per combattere gli incendi boschivi. 

Pascolo Maria Trozzi Report-age.com ottobre 2014
Pascolo Maria Trozzi Report-age.com ottobre 2014
Nunzio Marcelli

Parliamo di Nunzio Marcelli l’allevatore di Anversa degli Abruzzi (Aq) che diede nuovo stimolo alla pastorizia organizzando nel cuore verde dei parchi, oltre 20 anni fa, una iniziativa che rimise in moto l’economia di aree altrimenti vinte dall’emigrazione e dalla povertà. L’esecutivo capitolino ha semplicemente rispolverato, dagli archivi, una vecchia proposta di un grande pastore dei nostri tempi. “Nella cultura materiale della pastorizia sono conosciute tecniche con l’uso guidato del pascolamento con diverse specie: capre, somari, pecore, cavalli e addirittura maiali. Questi animali sono impiegati per bonificare la vegetazione anche a fini antincendio – dichiara Marcelli alla luce di quanto è accaduto tra le sue care montagne lo scorso agosto – Purtroppo contemporanei pregiudizi di fuoriusciti dall’agricoltura per diventare mantenuti sociali hanno mortificato queste pratiche.. vedasi aree pubbliche nel circondario”. Nemo propheta in patria e anche oltre purtroppo per Marcelli che avanzò la proposta, anni fa, di portare le pecore della sua antica azienda agricola al parco per pulire e svernare. Ottima iniziativa, tanto da essere ripresa oggi dalla giunta Raggi perché dove Roma non arriva l’Abruzzo ispira e rimedia.

mariatrozzi77@gmail.com