É l’anno del monitoraggio: 11 mesi e si costruirà la centrale Snam

Sulmona (Aq). É avviato il monitoraggio prescritto alla Snam che durerà solo un anno e poi verrà attrezzato il cantiere, annuncia la multinazionale, per dare il via ai lavori della costruzione di quello che l’ambientalista Mario Pizzola definì un ecomostro

Vanno avanti i carotaggi e i monitoraggi nell’area in cui sorgerà la centrale di spinta e nonostante le lacune che presenterebbero le procedure autorizzative che riguardano questa corposa parte del progetto Rete adriatica. Autorizzazioni che trascurerebbero aspetti rilevanti delle conseguenze che l’impianto produrrebbe in caso di sisma e dissesto in un’area tanto fragile come il terrazzamento peligno, sensibili anche dal punto di vista idrogeologico i dintorni di Case pente.

Carotaggi terreno Case pente per centrale di spinta

Se di rischio idrogeologico si tratta allora il punto critico sembra proprio essere lo snodo della centrale ossia le 4 condotte di collegamento, ai piedi del vallone dell’inferno, non a caso così definito. E proprio ai piedi del vallone Satanasso che sorgerà la centrale di spinta del metano. Premesso, la multinazionale ha già cominciato ad esportane gas naturale in svizzera, dal 14 marzo,  confermando la nostra tesi che Snam punta a diventare hub del gas a scapito delle comunità residenti sugli Appennini, aree a massimo rischio sismico. La presidenza del consiglio dei ministri, appena il 22 dicembre, ha acconsentito all’autorizzazione per la costruzione della centrale di spinta del metano avvenuta poi il 7 marzo. La società si porta avanti e, a parte qualche rarissima perla, il resto si crogiola ai numeri fatti per la manifestazione del 21 aprile, meno di quelli attesi. Molti poi dal 21 aprile credono di aver assolto al loro dovere di difendere la valle semplicemente prendendo parte ad un corteo, purtroppo.

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