Sport e raduni in Aree protette: è possibile tutelare l’Ambiente ma vagliando caso per caso

Senza minacciare la biodiversità è possibile garantire turismo, senza compromettere gli ecosistemi è possibile svolgere eventi sportivi e raduni nelle aree protette, ne sono convinte anche Wwf, Legambiente e Ambiente e/è Vita che chiedono pero di vagliare, caso per caso, le richieste di autorizzazione per le iniziative da svolgere nei parchi affinché non vada più in fumo alcun monte d’Abruzzo e non si ripetano gli errori del recente passato. Per le 3 associazioni è indispensabile superare poi il commissariamento del Parco regionale Sirente Velino, in agonia da oltre 3 anni

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Con l’approssimarsi della stagione estiva sembrano moltiplicarsi gli eventi sportivi e i raduni nelle aree protette abruzzesi, come lescursione in quad nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise programmata il 20 maggio. Iniziative che spesso si organizzano anche nel Parco regionale Sirente Velino, non solo nel Pnalm. “È certamente auspicabile che i parchi possano rappresentare anche un volano per lo sviluppo economico e turistico dei territori protetti, ma va sempre ricordato che si tratta di aree di grande valenza naturalistica e con un elevato indice di biodiversità che vanno rispettate e tutelate prima di ogni altra cosa – intervengono con una nota congiunta le 3 associazioni ecologiste – Sono da evitare manifestazioni che prevedano l’impiego di mezzi motorizzati ed è comunque da evitare un carico antropico eccessivo. La presenza, sia pure limitata nel tempo, di centinaia di persone (partecipanti, organizzatori e spettatori) in spazi ristretti e delicati può comportare pesantissime alterazioni, soprattutto nella stagione di riproduzione della fauna e di ripresa della vegetazione floristica”. Le associazioni chiedono a chi è chiamato a rilasciare autorizzazioni, un’attenta valutazione e un’adeguata analisi delle diverse richieste avanzate dando, ove occorrano, adeguate prescrizioni e limitazioni o anche vietando gli eventi se la loro natura è tale da rappresentare un rischio per il territorio. Inoltre Wwf, Legambiente e Ambiente e/è Vita domandano la predisposizione di servizi di controllo in ogni occasione potenzialmente a rischio per scongiurare danni all’Ambiente. In occasione di eventi che investano più territori comunali e aree a vario titolo protette il decreto del presidente della Repubblica (DPR 357 /97) obbliga a predisporre una Valutazione di incidenza che certifichi la mancata alterazione di habitat e specie protette. L’intento del legislatore, condiviso dalle associazioni, non è certo quello d’impedire qualsivoglia manifestazione, ma di fissare dei limiti da rispettare per non danneggiare un patrimonio naturale che appartiene alla collettività. Le aree protette nascono a tutela della fauna, della flora e degli habitat e non sono dei parchi giochi aperti a ogni genere di attività, come tra l’altro gli eventi dello scorso anno, incendi compresi, hanno ben dimostrato. Le attività sportive e i raduni all’interno di aree di interesse naturalistico o comunque sottoposte a vincoli vanno accuratamente regolamentate in modo da contemperare le esigenze turistico-ricreative con gli obblighi di tutela imposti dalla legge e dalle direttive europee. Occorre, in altre parole, far sì che l’uso del territorio sia organizzato in modo da non danneggiarlo. Le associazioni hanno operato secondo questo principio anche nella fase di consultazione per la rimodulazione della legge quadro regionale n.38/96 sulle aree protette contribuendo, insieme agli altri portatori di interesse a definire la proposta attualmente all’esame del consiglio regionale. Le 3 associazioni ambientaliste rivolgono un appello al consiglio regionale perché si superi la fase di commissariamento del Parco regionale Sirente Velino che si protrae ormai da 3 anni. Occorre ricostituire il consiglio direttivo dell’ente e garantire, come legge vuole, la presenza tra gli altri di un rappresentante delle associazioni ambientaliste che possa, tra l’altro, concorrere a delineare percorsi di piena sostenibilità nell’interesse dell’area protetta e, più in generale, della tutela del patrimonio naturale. L’auspicio è che si arrivi presto alla definizione del disciplinare che regola all’interno delle aree protette le attività sportive e lo stesso turismo attivo che devono essere necessariamente sostenibili e rispettosi della biodiversità.

mariatrozzi77@gmail.com

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