Presidio 487: strada ancora chiusa, ma i manifestanti resistono. Sul posto Mazzocca per esprimere solidarietà

Pacentro (Aq). Piove sulla provinciale chiusa dai blocchi, piove sulle teste dei manifestanti lì da giorni e a un centinaio di metri dal muro di contenimento, quello del chilometro 44+030 che minaccia di cedere dal 2012, ma non cade. Piove sui pini neri. Picchiettano decine di gocce sulla cambusa verdone rifugio dalla pioggia, dalla notte e dalla vegetazione. Odore di muschio e terra, umido appiccicaticcio su pelle e capelli che si potrebbe quasi esclamare piove governo ladro! La strada è vita, è commercio, unica via di collegamento pulita, libera, ma bloccata. Qualche ciottolo al margine, mentre saliamo, è visibile su un solo punto isolato dell’ex strada regionale, chiusa, eppure percorribile da Pacentro verso Passo San Leonardo e, oseremmo dire, non proprio in pessime condizioni. La paura per l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo spinge il dirigente a chiudere, chiudere, chiudere tutto senza avere cognizione di cosa sta finendo. Oltre le barricate loro, i ragazzi di Pacentro. 

Presidio strada 487 chiusa Mazzocca Spagnoli de Chellis foto Maria Trozzi 2 Report-age.com 2018 - CopiaAl presidio per la riapertura dell’arteria montana incontriamo Francesco de Chellis, giovane ristoratore che da 70 ore è in sciopero della fame e protesta il ragazzo affinché la Provincia riapra il tracciato e si possa ricominciare a lavorare. L’Estate è alle porte anche se qui dopo il fuoco su monte Morrone dello scorso agosto, è arrivata prima la nebbia, poi la neve e il gelo della desolazione. Il suo ristorante a Fonte Romana resta aperto, sempre per protesta dice de Chellis che non molla, sorride tra i denti e va avanti. C’è poi anche Pietro Spagnoli con il suo cane Mina che va assaggiando le erbette qua e là sul ciglio della strada. Una bimba in braccio alla madre di Pacentro e il sottosegretario regionale Mario Mazzocca giunto per esprimere solidarietà ai ragazzi che da giorni restano sulla strada, oltre i blocchi, a manifestare in attesa che il dirigente faccia un passo in dietro e comprenda quale danno si stia provocando alle aree interne. Mazzocca ha annunciato che se domani la questione non cambia è pronta una lettera pesantissima che invierà ai vertici della Provincia. Voci di corridoio parlano poi di un’imminente ordinanza di riapertura del tratto e, se anche volessimo credere alle favole, bisognerebbe farsi garantire dall’ente l’immediata e tempestiva rimozione dei blocchi, in simultanea all’ordinanza provinciale di riapertura. Cosa ne sarà poi della provinciale 54 che collega il centro abitato di Campo di Giove a Fonte Romana sino a Passo San Leonardo e ancora che fine sta facendo lo storico albergo Celidonio, quello circolare, dove sono piazzati altri pesantissimi blocchi di cemento? Fuoco, acqua, vento, frane, nebbia, neve, bufera e crisi economica non fermano queste comunità, montane, dalla scorza dura e il cuore tenero che in questo territorio esistono e resistono contro calamità naturali e innaturali.

mariatrozzi77@gmail.com

Presidio Provinciale 487 con Mazzocca, De Chellis e Spagnoli

Video di Maria Trozzi

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Protesta strada 487 ancora chiusa. I Pacentrani: “Ridateci la montagna” 2014