Lupi ibridi: scenari inquietanti per il futuro e la tutela della ‘specie protetta’

Il timore è che diventi una giustificazione per abbatterli e così per aprire la caccia al lupo con la scusa dell’ibrido e senza distinzioni sparare sul mucchio. Anche perché è difficile distinguere certi lupi ibridi , ma sicuramente qualche cacciatore con smanie da bracconiere si convincerà di poterli discriminare, per interesse. Vero è che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina e le avvisaglie sugli ultimi tentativi di ridimensionare i pochi branchi di lupo appenninico non rassicurano, così il Piano di conservazione dell’animale. La prospettiva di riaprire la caccia ai predatori non è poi tanto remota anche se da subito Lazio e Puglia e poi Abruzzo, Friuli, Veneto, Piemonte, Liguria e Campania si sono dette contrarie. Il fatto che vengano ospitati in una riserva naturale non rassicura del tutto sullo status di specie protetta

Per la futura tutela dei lupi si dovrebbero seguire, con attenzione, le situazioni che si svilupperanno attorno agli ibridi, il timore è che vengano strumentalizzati per aprire una caccia indiscriminata. Perché è nei dettagli che il diavolo nasconde la sua coda e l’esistenza dei lupi ibridi potrebbe aprire scenari inquietanti. Forse la nostra è una stupida paura. A darci una flebile speranza per la loro tutela è, per il momento, solo l’area faunistica che li accoglie nella Riserva naturale del lago di Penne oggi inaugurata in provincia di Pescara, al confine con il Parco nazionale del Gran Sasso.

I lupi ibridi sono un incrocio tra cane e lupo, nati dall’accoppiamento di queste 2 specie che hanno le caratteristiche genetiche al 95-96% del lupo e solo al 4% del cane. Rappresentano un serio  problema per la conservazione della specie dei lupi tanto che nel Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga si stima che la popolazione degli ibridi sia pari al 20% su una popolazione di 100 lupi. L’area faunistica del lupo ibrido di Penne è la prima del genere in Italia, per ora accoglie 6 lupi ibridi in un recinto di mezzo ettaro. Gli animali sono stati catturati da cuccioli, 3 sono beige esattamente come i lupi e gli altri sono neri neri, una colorazione caratteristica dell’ibridazione, somigliano in tutto e per tutto ai lupi, sono schivi e diffidenti proprio come i lupi originali, garantiscono dalla Riserva.

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