Piantagioni di marijuana in Marsica, gli arrestati temevano la legalizzazione. Acerbo: ‘Il proibizionismo giova alla criminalità

Maurizio Acerbo

Temevano la legalizzazione della cannabis gli 8 arrestati, ieri in Marsica, che dovranno rispondere dell’accusa di associazione finalizzata alla coltivazione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le preoccupazioni dei camorristi emergerebbero dalle intercettazioni nelle conversazioni eseguite dagli investigatori. Il proibizionismo nei confronti di una pianta che i cittadini potrebbero coltivarsi sul balcone di casa giova soltanto alla criminalità organizzata – interviene sulla vicenda Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista – L’episodio conferma quanto sosteniamo da decenni”. Innumerevoli i tentativi andati a vuoto degli arrestati che nel corso degli ultimi anni hanno scelto proprio l’area della Marsica, in particolare il Fucino, come luogo per delocalizzare la produzione della marijuana, attività che da lungo tempo, secondo gli inquirenti, lassociazione smantellata svolgerebbe  nel napoletano. “Prendendo esempio da Olanda,Uruguay, California è ora di procedere alla legalizzazione del consumo e della coltivazione della marijuana – conclude Acerbo – Una misura anche di salute pubblica in quanto oggi sul mercato gestito dalle narcomafie circolano schifezze nocive e incontrollabili”. L’indagine dei Carabinieri di Avezzano è stata coordinata dai pubblici ministeri Stefano Gallo e Roberto Savelli del Tribunale marsicano. L’ordinanza di custodia cautelare per gli indagati è del giudice Guendalina Buccella, richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo di regione

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Camorra e piantagioni di marijuana, 8 arresti in Marsica, smantellata associazione legata all’area campana