Regione, ‘la misura è colma’ ultimatum di Art.1 Mdp Abruzzo al Partito democratico

“Il senso di responsabilità nei confronti della maggioranza non può entrare in contraddizione con il senso di responsabilità che abbiamo nei confronti dei cittadini abruzzesi – interviene in una nota  il Movimento Democratico e Progressista Abruzzo – Il risultato elettorale del 4 marzo è stato l’ultimo chiarissimo segnale che qualcuno continua ad ignorare e che in Abruzzo ha assunto i contorni di una disfatta”.

Mario Mazzocca

Sono stati chiesti dei cambiamenti, ma è il nulla di fatto e la Regione, per quel poco che fa, purtroppo continua ad essere amministrata in modo unilaterale come se l’elezioni del 4 marzo non avessero insegnato niente. Nel giudizio degli elettori abruzzesi, il movimento progressista abruzzese valuta lo stato di salute del governo regionale e la conduzione accentratrice del presidente della giunta dettando le condizioni minime da rispettare per la sua permanenza nell’esecutivo regionale con Mario Mazzocca, capogruppo Art.1 Mdp: “Non daremo sponda alle strumentalizzazioni delle opposizioni in consiglio regionale, ma è arrivato il momento di ribadire con la massima chiarezza che, per Art. 1 Mdp, occorre immediatamente porre fine alle ambiguità sul governo della Regione e della sua maggioranza e su un programma di fine mandato evocato da tutti, ma di cui sembra essersi persa traccia negli ultimi giorni – continua il Movimento – Per questo avevamo proposto alle forze politiche di centrosinistra di siglare un patto di fine legislatura che prevedesse un deciso cambio di rotta, nei metodi e nelle priorità, all’insegna di una piena collegialità delle scelte, superando la logica dell’uomo solo al comando. Ciò non è avvenuto, anzi si continua ad operare in assoluta continuità come se nulla fosse successo, come se nulla ci sia da correggere. Non si tratta di rinnegare tutto ciò che è stato costruito, di cui anzi rivendichiamo alcuni importanti risultati a cominciare dal nostro lavoro sul sociale (dall’innovativo Piano sociale sino ai risultati ottenuti sul diritto allo studio, dalle politiche per l’integrazione e dei servizi alla persona a quelle sulle pari opportunità) e sull’ambiente, colmando lacune che per anni hanno penalizzato l’Abruzzo (dall’adeguamento del Piano rifiuti al nuovo Piano Cave) –  aggiunge il consigliere regionale – Non siamo tra quelli che pensano che siano gli elettori a non capire o a sbagliare, è evidente che occorre provare a ricostruire una sintonia con gli abruzzesi con meno chiacchiere e voli pindarici e più attenzione ed azioni concrete soprattutto su lavoro, servizi e sanità. Abbiamo più volte chiesto con spirito costruttivo maggiore collegialità nelle decisioni da prendere, ma si continua ad agire sempre nello stesso modo. Riteniamo pertanto che la misura sia colma e che in assenza di chiari segni di cambiamento e discontinuità l’art.1-Mdp debba ritenere la sua esperienza in maggioranza e nella giunta regionale conclusa. Oltre alle questioni di metodo torniamo a proporre alla maggioranza la seguente piattaforma che contiene, solo per titoli, i temi più rilevanti dell’agenda politica e che sono il frutto anche del lavoro dei tavoli di riprogrammazione organizzati negli ultimi giorni: maggiore attenzione alle politiche sociali, un cambio di rotta totale nella spesa dei fondi per la formazione e l’occupazione, il rilancio delle politiche attive sul lavoro, l’assunzione di personale medico e paramedico nella sanità pubblica in modo da riempire gli attuali drammatici vuoti in organico, un piano per la riduzione significativa delle liste di attesa, l’immediata abolizione del super-ticket, la revisione di quanto deciso in merito ai servizi minimi per quanto riguarda il trasporto pubblico regionale, l’accelerazione  delle attività per la ricostruzione post sisma 2016/2017 completando la struttura tecnica e funzionale con una adeguata dotazione di risorse umane e strumentali, le risorse per far partire il Piano energetico ambientale regionale. Nel ribadire che queste sono le condizioni minime per la nostra permanenza nell’esecutivo, attendiamo una immediata e chiara presa di posizione da parte del Pd, del suo segretario Rapino e del vicepresidente Lolli, che dovrà guidare ed essere garante di questa nuova fase, per sapere se le condizioni politico-amministrative poste, e che negli incontri avuti sembravano da loro condivise, siano oggi ancora percorribili – conclude Mazzocca – Il tirare a campare è l’ultima cosa che ci interessa e che soprattutto serve all’Abruzzo e, se così fosse, noi non ne saremo complici”.