Scacco al Tap, inidoneo per il Parlamento europeo. Si valuti anche il Rete adriatica

Scacco matto al Trans adriatic pipeline, il famigerato gasdotto Tap arriva al Parlamento europeo e la relazione sul progetto è davvero impietosa, vera. Il Tap è inidoneo per un investimento da parte della Bei (Banca europea per gli investimenti), dice l’Europa e non dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale. Stesso discorso andrebbe fatto per il progetto Rete adriatica che va sottoposto all’esame del Parlamento europeo, a questo punto, perché finanziato dalla stessa banca e per gli stessi interessi. Parliamo di un altro famigerato progetto, il metanodotto che si allaccia al Trans adriatic pipeline, proprio a Brindisi, per poi svilupparsi lungo la dorsale appenninica, in aree a massimo rischio sismico sino a Minerbio. Del progetto è stata recentemente approvata anche la costruzione della centrale di compressione del metano, da installare a Sulmona (Aq) un anno dall’avvio del monitoraggio.

No Snam Wwf foto Maria Trozzi Report-age.com 2018
Wwf manifestazione No hub  gas del 21.4.2018 Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Anche per questo guarda con interesse alla questione pugliese il sindaco del capoluogo Peligno, Annamaria Casini, a cui non sfugge la ferma condanna dell’Ue al progetto imposto alle terre di Puglia. Nella relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della Bei, prodotta dal Movimento 5 stelle e approvata ieri dal Parlamento europeo, in sessione plenaria a Bruxelles, si legge che il gasdotto Tap non rispetta, in misura diversa nei Paesi di transito – Grecia, Albania e Italia – le norme ambientali e sociali minime. Per la Bei inoltre il Parlamento europeo sottolinea la necessità di promuovere attività finanziariamente sostenibili, puntando maggiormente sulle piccole e medie imprese. La bei si ostina a finanziare il Tap dietro lo spauracchio dell’approvvigionamento energetico, basato però su fonti fossili “Che non è certo una fonte rinnovabile – sottolinea Rosa D’Amato, eurodeputata pugliese dei 5 stelle – senza tenere debitamente conto delle esternalità sociali, economiche e ambientali, infischiandosene dei potenziali rischi per la popolazione locale” (fonte). Se ciò vale per il Tap perché non dovrebbe per il Rete adriatica, in fase finale di autorizzazione per il tratto del metanodotto che da Sulmona spunta a Foligno, con la centrale di compressione del gas naturale da installare in valle Peligna, autorizzata a marzo. Inoltre proprio oggi è stato pubblicato il rapporto della Mediterranean energy regulators (MedReg), associazione al vertice delle authority per l’energia dei Paesi dell’area mediterranea che non giustifica la realizzazione di nuove infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio del gas naturale, in cantiere soprattutto da parte di Snam, visto che la domanda di metano è in costante diminuzione da 12 anni.

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Le authority del Mediterraneo: progetto Snam ingiustificato, domanda in netto calo