Spacciatori richiedenti asilo e falsari denunciati a Castel Di Sangro

Castel di Sangro (Aq). Era nell’aria, troppi movimenti sospetti e strane voci di traffici nella struttura di accoglienza dell’Alto Sangro dove i Carabinieri oggi hanno sequestrato un consistente quantitativo di marijuana e delle banconote false. Una riflessione è dovuta per molti ospiti che chiedono asilo.

L’iter per garantire l’asilo tiene conto almeno del rispetto della legislazione italiana da parte dei richiedenti e se si tratta di poca conoscenza è anche vero che l’ignoranza della legge non scusa. Sono stati denunciati a piede libero e non sembra che qualcuno li riaccompagnerà Nigeria. Nelle operazioni di controllo i Carabinieri di Castel di Sangro e il nucleo cinofili di Chieti, su disposizione del comando provinciale dell’Aquila, hanno recuperato in una camera, occupata da 2 nigeriani, della marijuana già suddivisa in dosi e pronta per essere venduta e i 2 non si sono fatti mancare delle banconote false, taglio da 20 euro per 38 fogliettini. I migranti, su disposizione della procura della Repubblica del Tribunale di Sulmona, sono deferiti in stato di libertà per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e per spendita ed introduzione nello Stato di banconote false.I  controlli sono stati estesi anche nei locali pubblici e nei casolari isolati e verranno eseguiti anche nei prossimi giorni. “Un mal governo che si allarga a macchia – dichiara il coordinatore di Italiaca Alberto Di Giandomenico – Questa vicenda è l’ennesima prova di una organizzazione fallimentare per l’immigrazion. Se a questa gente non si impartiscono insegnamenti e regole e non la si integra in modo completo e inclusivo purtroppo si va incontro a queste gravi situazioni a danno della sicurezza delle comunità delle aree interne già martoriate da tagli ai servizi, vedi presidi di Polizia, guardia medica, sedi giudiziarie cancellate, proprio a Castel di Sangro. Già affidare la gestione dell’accoglienza alle cooperative private ha dimostrato enormi lacune nel sistema. Ora, con lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) oltre alle migliaia già presenti, per i nuovi ingressi la situazione sarà in mano a dei Comuni che non riescono a gestire nemmeno l’ordinario. Una pietra tombale per i territori”.

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