Sotto lo sguardo di Ovidio il deserto. Carugno (PSI): ‘I licei tornino in centro storico’

Sulmona (Aq). Trattenendo a sé le deleghe dei più recenti ex assessori, il sindaco Annamaria Casini prova a superare l’impasse guardando con ottimismo all’approvazione del bilancio comunale, ma certe ambizioni degli amministratori fanno tentennare la maggioranza in consiglio. La proposta per quanto buona possa essere diventa un aberrante pretesto se legata ad una realtà che ha bisogno di ripartire, non cento progettando cattedrali nel deserto. Per questo Massimo Carugno, della segreteria nazionale del Partito socialista italiano, chiede di mantenere saldo il contatto con la realtà che la crisi endemica porta a scollare, in ogni settore, dove ormai l’esasperazione ha raggiunto livelli esponenziali. A palazzo San Francesco una profonda situazione di stallo riflette i suoi effetti in termini di scarsa operatività con proprietà venefiche che minacciano la sopravvivenza di gran parte della comunità.

Massimo Carugno (immagine Onda Tv)

“Dispiace che l’attenzione sia tutta rivolta verso la porta girevole dalla quale assessore e assessori entrano ed escono con la stessa frequenza dell’ingresso di un albergo. Capisco che la curiosità di sapere chi saranno i prossimi ad entrare e quelli ad uscire e quali siano le vendette che tale viavài provocano è forte tra la popolazione e gli operatori della informazione. Non vi è dubbio che questa perenne notte dei lunghi coltelli che la politica sulmonese vive da quando è iniziata questa consigliatura ha il fascinoso gusto dell’intrigo e della congiura. Temo però, che si perda di vista il senso dei problemi e dei temi che restano sul tavolo irrisolti. Lo spunto, di questo ultimo capitolo della saga La vendetta di Palazzo S.Francesco, nasce dall’idea del plesso scolastico unico. Non ho sentito sul punto un fervente dibattito – continua Carugno –  Eppure questa è una decisione che è destinata a cambiare la storia della città per moltissimo tempo. Sono anni infatti che le categorie produttive lamentano, giustamente, lo spopolamento del Centro Storico. E sono anni che le varie amministrazioni succedute prestano ascolto a tali grida di protesta. Il problema però non si risolve con quanto si ascolta ma con quel che si fa. Non vi è dubbio che il centro di Sulmona è attualmente il più bello d’Abruzzo e tra i più belli del centro Italia. Non vi è, altrettanto, dubbio che, desertificato, perde la sua vis attrattiva verso il mercato turistico che, se ben sviluppato, potrebbe essere un buon traino della nostra economia- aggiunge il segretario regionale del Psi – Da anni ripetiamo, da sotto la nostra bandiera, che una delle cause dello spopolamento del centro è stata la scellerata migrazione delle scuole e che uno dei rimedi più efficaci è proprio il loro ritorno tra le mura. Se non di tutte, di alcune. Almeno il Liceo Classico e quello Scientifico DEVONO ritornare sotto lo sguardo di Ovidio. Ripopolare le giornate del centro con le festose entrate ed uscite degli studenti dalle aule crea colore e vita e soprattutto riabitua i giovani e la città a vivere, anche negli orari pomeridiani, il gustoso sapore della nostra storicità. Sarebbe molto utile al ripopolamento di quello che oggi è spesso un triste e deprimente deserto. Non vi è chi non veda che, una decisione come quella del plesso scolastico unitario, che esclude in maniera irreversibile questa ipotesi, è folle e scellerata e condannerebbe per sempre i Sulmonesi a rimpiangere gli anni in cui le piazze e  le strade del centro erano i salotti dei sulmonesi” conclude Massimo Carugno.