Ass. Celestiniana: La riapertura della Chiesa di S.Spirito porti al recupero dell’area circostante

Un gioiello incastonato nella roccia questo è l’area Celestina sul Morrone, montagna Sacra a papa Celestino V. Un gioiello che non brilla più perché non è considerato parte integrante nei progetti d’investimento oggi concentrati a ricomporre un solo tassello del magnifico mosaico che fa grande la valle Pelgina. E l’opera è imperfetta se mancano i dettagli: progetti di sviluppo dell’area attorno al complesso monumentale realizzato dall’ordine dei Celestini. Da un decennio la questione è relegata ad un paio si battute: ci sono cose più importanti! Eppure lo sviluppo dell’area circostante porterebbe qualche posto di lavoro, una manna dal cielo in questo territorio. Il problema a quanto pare è sentito solo dall’associazione Celestiniana chi fruisce del luogo s’indigna a vederlo così e basta! Giulio Mastrogiuseppe, presidente dell’Associazione Celestiniana, chiede che la cerimonia di riapertura della Chiesa di Santo Spirito sia l’occasione per avviare un intervento di recupero dell’intera area ormai completamente abbandonata. 

Giulio Mastrogiuseppe
Giulio Mastrogiuseppe

“Provo un certo disagio nel tornare su questioni inerenti l’area Celestiniana del Morrone – si legge nella lettera del presidente della storica associazione – Tuttavia, considerato che ormai siamo entrati nell’VIII anno di agonia di quel prezioso pezzo del nostro territorio, forse può assurgere ad esempio, senza dubbio negativo, di come una opportunità enorme si trasformi in un problema.

Sono ben consapevole del fatto che, a Sulmona più che altrove, altri temi e problemi meritino priorità e azioni serie e tempestive rispetto a quello che sto sottoponendo. Succede ormai da almeno 3 lustri, non rappresenta una novità. Lo certificano le circostanze, gli indicatori economici, sociali ed anagrafici. Aldo Ronci docet. Però il 5 maggio prossimo c’è un appuntamento importante che può essere l’occasione per rilanciare un ragionamento sul progetto di recupero e valorizzazione dell’Abbazia Celestiniana di Santo Spirito a Morrone e dell’area circostante. L’appuntamento è quello della riapertura al pubblico, dopo un restauro durato alcuni anni, della chiesa di Santo Spirito a Morrone. Evento di portata storica per quanto riguarda il patrimonio monumentale locale, regionale e nazionale. Un momento che può indicare una direzione riguardo ad un futuro possibile per la città e per il territorio, che non è una battaglia di retroguardia, come le tante alle quali abbiamo assistito in questi anni, ma un investimento sulla risorsa primaria e identitaria dei nostri luoghi: il patrimonio culturale.

Non è un caso se anche questa realizzazione porti, tra le altre, la firma discreta come suo costume di Anna Colangelo che già in altre epoche e con ben altri interlocutori fu tra coloro che lavorarono al progetto “Sulmona città di Cultura” finanziato con i fondi della famosa legge 64/86 e che permise di restaurare monumenti come l’Annunziata. Spero che chi ha a cuore le sorti della città e di uno dei luoghi più belli e importanti d’Abruzzo, colga l’occasione per riallacciare i fili di un ragionamento mai abbandonato dall’Associazione Celestiniana per oltre un decennio. Spero che a quella cerimonia d’inaugurazione non ci sia solo una sfilata di circostanza e una profusione di metaforiche pacche sulle spalle ma che, a partire dal sindaco di Sulmona, ci sia un’assunzione di responsabilità nel voler affrontare con serietà il tema della valorizzazione di quell’area, a partire dall’impiego dei fondi del Master plan della Regione Abruzzo. Spero che all’inaugurazione partecipino tutti i sulmonesi e tutti i peligni, per riappropriarsi di una struttura che non appartiene né al Parco della Majella, né al Ministero dei Beni Culturali, bensì alla nostra gente – conclude il  presidente dell’associazione Celestiniana – Mi auguro infine che questa discussione riprenda vigore perché se non si progetta il futuro tra qualche anno i denari pubblici spesi per restaurare questo straordinario monumento risulteranno l’ennesimo spreco considerato che, tra l’altro, le Anne Colangelo sono poche e non durano in eterno”.

mariatrozzi77@gmail.com

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