Catalogna Bombardata, la sconfitta della rivoluzione sociale e la vittoria fascista

Nell’80esimo anniversario dei bombardamenti sulla popolazione c’è spazio per una riflessione sulla guerra civile spagnola del 1936-1939 per l’importanza che riveste nella storia del ‘900, in particolare in quella del movimento operaio. Per questo nella sede della Camera del lavoro di Sulmona (Aq), in vico del Vecchio 5, è allestita la mostra Catalogna bombardata che sarà inaugurata lunedì 23 aprile alle ore 17. Non mancheranno altre importanti iniziative sino al 27 aprile, la mostra chiuderà i battenti sabato 28 aprile.

Catalogna bombardata Report-age.com 2018

La guerra civile spagnola è avvenuta in un periodo caratterizzato da una profonda instabilità del sistema capitalistico, in questo drammatico quadro può essere considerata uno degli effetti. La guerra civile spagnola rappresenta, ad eccezione del ciclo rivoluzionario 1917-1921 innescato dalla Rivoluzione d’ottobre, il punto più alto della lotta delle classi oppresse per la loro emancipazione nell’Europa del ‘900. Dal precedente decennio, oltre alla crisi economica, la Spagna attraversava un periodo di crisi politico-istituzionale e di drammatiche condizioni di vita per operai e contadini. La sollevazione militare di luglio 1937, sostenuta dalla semi-feudale aristocrazia e dalla Chiesa, contro il governo della recente repubblica espressione della borghesia liberale, vide la pronta resistenza della classe operaia spagnola che – pur tardivamente armata dal governo – sconfisse all’inizio l’alzamiento militare nell’Est del Paese dove essa era più concentrata (Catalogna e altre regioni). A differenza di quanto sostenuto dalla storiografia ufficiale, la classe operaia non oppose resistenza a Franco in nome della democrazia e dello status quo, la sua resistenza consisteva in una decisa spinta rivoluzionaria, con terre occupate dai contadini, fabbriche e trasporti passati sotto il controllo dei sindacati chiese saccheggiate e preti scacciati. L’elenco delle cause che portarono alla sconfitta della rivoluzione sociale e alla vittoria fascista della guerra civile è corposo e notevole in primis l’intervento militare pro Franco da parte dell’Italia fascista e della Germania nazista (che hanno la primogenitura dei bombardamenti terroristici su popolazioni civili, poi emulate dalle potenze democratiche). Inoltre, il mancato aiuto alla Repubblica da parte delle potenze democratiche (Usa, Francia, Inghilterra) che vi temevano una rivoluzione sociale anche a discapito degli investimenti ivi effettuati, l’interessato aiuto alla Repubblica (in cambio delle 400-500 tonnellate di oro della Banca di Spagna) dell’ormai stalinizzata Unione Sovietica (all’epoca alleata del governo socialista francese timorosa di una vittoria rivoluzionaria in Spagna) che, avendo asservito l’Internazionale Comunista ai propri interessi imperialistici, impediva il rifornimento di armi alle milizie rivoluzionarie spagnole e – per mezzo del partito stalinista spagnolo (e di propri agenti politici – anche italiani) aveva praticamente assunto il controllo del governo repubblicano – sciolse le milizie, spense l’entusiasmo rivoluzionario delle masse, ne annullò le conquiste da poco effettuate e represse nel sangue i militanti rivoluzionari (del Poum e anarchici), non ultimi, gli errori e l’inconcludenza del pur fortissimo sindacato anarchico Cnt, l’assenza di un partito di tipo bolscevico radicato tra le masse. “Una seria analisi e una profonda riflessione sugli avvenimenti della guerra civile spagnola ben testimoniati da George Orwell, nel suo libro Omaggio alla Catalogna e da Grundizo Munis, nella sua opera Lezioni di una sconfitta, promessa di vittoria, sono molto utili al movimento operaio internazionale – conclude sulla mostra Lino Ferri del Centro di documentazione Pasquale Martignetti – Tutto questo fa prevedere una non lontana rottura del già incrinato ordine mondiale dalle conseguenze catastrofiche complice l’emersione di nuove potenze come Cina e India in particolare, una concorrenza imperialistica sempre più aspra, un accumulo di gigantesche contraddizioni, un generale riamo in atto e le varie guerre in corso”.