Necrostoria del Tubo. Metanodotti esplosi per frane, smottamenti, problemi agli impianti e cedimenti

L’anno nero dei metanodotti è stato sicuramente il 2004 con 8 esplosioni, una nel 2014, 3 nel 2015 sino ad arrivare all’incidente recentissimo di metà dicembre in Austria nella hub del gas naturale di Baumgarten, purtroppo una vittima e decine di feriti è l’amaro bilancio dell’esplosione. Sulle cause spesso è difficile fare chiarezza e così siamo ancora appesi al filo per sapere come mai sia esploso, nel 2015 a Mutignano di Pineto (Te), un metanodotto che è quasi la metà del diametro dei tubi che si vogliono interrare in valle Peligna. Nonostante questo, chi ambisce a creare uno snodo europeo del trasporto del metano continua a rassicurare sulle sue strutture che sarebbero sicure. Ieri su Tg3 Abruzzo, edizione delle ore 14, un altro portavoce della multinazionale del gas naturale ha fatto capire, con tono sereno e a modo, che i suoi metanodotti non sono mai esplosi a causa del sisma. I metanodotto in Italia esplodono per molto meno a leggere l’elenco degli incidenti dei gasdotti di questi ultimi anni ricostruito da Report-age.com.

Necrostoria del Tubo

Dissesto idrogeologico e cedimenti, l’Italia fa collezione così come di esplosioni di gasdotti per frane e smottamenti. Solo per essere chiari, l’area sulla quale sorgerà la centrale di spinta della Snam, a Case Pente, è quella del vallone Satanasso, detto anche vallone dell’Inferno, anche chi ha deficit di fantasia può facilmente intuisce il perché del toponimo. Le cronache Peligne raccontano dei gravi problemi recati alle comunità locali dal colle che si sbriciola e proprio lì sotto si costruirà la centrale, autorizzata i 7 marzo 2018. Non solo, dal collegamento delle 4 condotte il tratto del metanodotto del progetto Rete adriatica, dalla valle Peligna (area anche a massimo rischio sismico) e per circa 170 km dei circa 700 km complessivi da Sul a Nord della Penisola, si inoltrerà in aree, a rischio sismico 1 in cui il dissesto e il terremoto purtroppo sono di casa.

Necrostoria degli elettrodotti esplosi

Esplosione metanodotto Mutignano - Pineto (Te) 6.3 Report-age.com 2015 2015
Esplosione metanodotto Mutignano, Pineto (Te)

Il 15 gennaio 2004 per una frana esplode un gasdotto Snam nella bassa molisana a Montecilfone (provincia di Capobasso).

L’11 febbraio 2010 a Tarsia, in Calabria, a causa di uno smottamento di terreno altra esplosione della condotta targata dalla multinazionale.

Il 18 gennaio 2012 a Tresana (Massa Carrara) esplosione durante i lavori di manutenzione.

Il 20 luglio 2013 per un movimento franoso esplode un metanodotto a Sciara (Palermo), in Sicilia.

Il 10 dicembre 2014 un incendio si sviluppa nella centrale Snam di gas metano in via Sant’Alberto, vicino Ravenna, per un problema all’impianto di riscaldamento del metano, già era accaduto.

Il 6 marzo 2015 a Mutignano (Frazione di Pineto in provincia di Teramo) esplode la condotta, tra le cause dell’incidente si ipotizza smottamento e condizioni del tempo non favorevoli. Mai rese pubbliche le vere cause dell’incidente al tubo che esplose in quei giorni di intenso maltempo in cui l’Italia venne colpita da una sciabolata artica, non un caso eccezionale almeno in Abruzzo nel periodo che tocca febbraio-marzo.

Sabato 9 maggio 2015, ore 4 del mattino, a Roncade in provincia di Treviso, si è verificata l’esplosione del metanodotto della Snam (diametro 650 mm e 56 bar di pressione) la metà di quello da realizzare su area a massimo rischio sismico progetto Snam Rete adriatica. Il gasdotto esploso trasporta il gas da Trieste a Mestre, la conduttura ha ceduto sotto i canali irrigui che servono dei terreni e la fuoriuscita di metano ha ridotto in cenere centinaia di filari di vite dell’area dove sono attive numerose aziende agricole e vitivinicole. L’incidente, nemmeno a dirlo, ha causato un evidente danno economico.

Venerdì 20 novembre 2015, in alta val Marecchia è impressionante la voragine creata dall’esplosione che è stata provocata da un cedimento strutturale della condotta della linea Rimini – San Sepolcro, di 26 pollici di diametro, (650 mm) e con pressione di 70 bar: poco più grande di quello esploso a Mutignano frazione di Pineto (Te), il 6 marzo di 600 mm di diametro. A differenza di Mutignano non ci sono feriti perché il tratto esploso interessa una campagna, ma sia i Vigili del fuoco che i tecnici, hanno comunque adottato misure precauzionali evacuando le abitazioni circostanti.

Sabato 13 dicembre 2017, dalle ore 11 alle 18, per l’esplosione in una stazione austriaca di una condotta che trasporta gas russo all’Italia interruzione del’erogazione di gas per l’Italia che però può contare di una settiman di riserve di metano grazie agli stoccaggi. Il bilancio umano dell’esplosione è purtroppo di un morto e di decine di feriti. L’incidente è avvenuto esattamente nella stazione (hub) di Baumgarten e avrebbe provocato l’interruzione del flusso di metano, in arrivo dalla Russia e passando per l’Ucraina che rifornirebbe la Penisola. Amen