Ara Patriae, il libro che cancella gli “Orrori” del Monumento ai Caduti

Sulmona (Aq). Errori o peggio orrori nel monumento ai Caduti, da far venire i brividi. Per fortuna, verrebbe da dire, è quasi illeggibile. La vergogna, al di là dei fatti di guerra, sta nell’aver affidato la memoria e la realizzazione d’importanti tributi all’approssimazione e all’ignoranza. L’augurio e che non accada mai più e a darci una flebile speranza sono il generale dell’Esercito italiano, Italo Giammarco e il professor Fabio Valerio Maiorano. Quest’ultimo, rigoroso come sempre nelle sue impegnative ricerche, ha corretto e finalmente consegnato alla memoria collettiva i veri nomi dei concittadini caduti per la Patria, aggiungendone altri sino ad ora ignoti e sottraendone poi alcuni. Tutto è partito dal fatto che nomi e cognomi di molti Caduti s’ignoravano e mancavano sul monumento. Inoltre, incisi male nelle lastre del monumento, con non pochi errori, generalità e destini di molti altri soldati rimanevano un mistero, di altri ancora si sapeva ben poco e male.

Di Fabio Valerio Maiorano edito da Circolo collezionismo Sulmona Report-age.com 2018
Fabio Valerio Maiorano

Ad anticipare questa impegnativa inchiesta è stato, nel 2015, il proficuo lavoro svolto per la pubblicazione del primo quaderno dedicato ai Caduti di Sulmona a cui il circolo Collezionisti Sulmona ha collaborato così per la stesura di Ara Patriea Sulmona ai suoi Caduti di guerra. Il monumento ai caduti di piazzale Carlo Tresca viene inaugurato nel 1922 e la pubblicazione che lo celebra annovera 179 martiri (Albo d’Onore dei sumonesi caduti per a Patria, IV guerra d’indipendenza 1915-1918. Computo inesatto sia perché le carte d’archivio hanno restituito identità e memoria di altri 40 caduti, nati o residenti a Sulmona, sia perché le generalità di un militare, con il doppio nome di battesimo, sono state attribuiti a 2 distinti caduti, Franco Tirabassi e Filippo Tirabassi, che sono però la stessa persona: Franco Filippo Tirabassi. Ad oggi i morti ufficiali della prima guerra mondiale sono 218 così come si desume da questa ricerca basata sull’elenco stilato alcuni anni fa dal generale, Italo Giammarco, integrata grazie a centinaia di documenti: fascicoli dell’Archivio civico di Sulmona, depositato nella sezione locale dell’Archivio di Stato, i registri comunali di Stato civile e dell’Anagrafe, e liste di Leva, i fogli Matricolari custoditi negli Archivi di Stato dell’Aquila e di Chieti e, non ultimo, l’Albo del ministero della Difesa, Commissariato generale per le onoranze ai Caduti in guerra. Tra i caduti della grande guerra è d’obbligo annoverare anche i 2 sulmonesi arruolati nell’esercito statunitense e periti in Francia come pure vanno iscritti sulle lapidi i 2 concittadini morti nel conflitto italo-turco del 1911-1912, sono in totale 220 caduti. Da rilevare, inoltre, che sulle croci del Parco della Rimembranza, allineate nell’area antistante all’ingresso del Cimitero comunale sono incisi i nomi di 7 caduti dei quali non si è rinvenuta alcuna traccia nei registri comunali dell’Anagrafe e dello Stato civile come pure nell’Albo Onercaduti del ministero della Difesa. Omissioni ed errori anagrafici sono emersi anche tra i militari deceduti tra il 1935 e il 1945, sul decennio che abbraccia le vicende della campagna d’Africa, della guerra civile spagnola e de secondo conflitto mondiale. Dei 185 caduti enumerati nell’Ara Patriae di piazzale Carlo Tresca, 3 vanno depennati: i 2 soldati periti nella prima guerra mondiale, Antonio Corsetti e Salvatore Valentini, e il fante Giovanni Caponetti, citato 2 volte. I nominativi di Pasquale Del Tinto e di Sante Pacifici, invece, sono da incidere sulle lapidi dei martiri della grande guerra. Dai documenti esaminati, si contano altri 63 caduti finiti incredibilmente nell’oblio, tanto da non essere annoverati neppure nell’elenco ufficiale stilato dal Comune di Sulmona: i 44 militari registrati nella Banca dati del ministero della Difesa (Commissariato generale per le onoranze ai caduti di guerra) o nei fascicoli dei Presente alle Bandiere, ai quali bisogna sommare i 18 caduti rintracciati nei documenti dell’Archivio civico, alcuni deceduti per ferite o malattie contratte al fronte (invalidi già titolare di pensioni di guerra), altri residenti a Sulmona, per ragioni di lavoro o matrimonio, ma nati altrove. In sintesi, i militari morti nel decennio 1935-1945 sono 243 mentre i caduti di tutte le guerre, da ricordare nelle lapidi del monumento, ammontano a 463 unità. Da segnalare ancora che la ricerca è arricchita dalle fotografie di alcuni caduti – le poche che si sono potute recuperare e che corredano e sintetiche biografie di ciascun martire – e dalla serie di immagini che raccontano i cambiamenti più significativi dell’abitato di Sulmona nel corso della prima metà del ‘900. Parimenti, va rimanrcato il repzioso apporto di Fabio Di Fonso presidente del Circolo collezionismo Sulmona, che ha curato con appassionata competenza il testo del capitolo Notizie dalle trincee e ha selezionato esemplificative cartoline postali d’epoca dalla sua pregevole collezione.

mariatrozzi77@gmail.com

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