Fontana Roncisvalle: altro sfregio

Sulmona (Aq). Sta finendo a pezzi la fontana di Roncisvalle che oggi presenta un’altra vistosa cicatrice, una delle pietre esterne è staccata dal muretto, non per l’usura del tempo, ma per l’urto con qualcosa, forse un mezzo a motore. Se non si interviene anche questa pietra sparirà. Eppure basterebbe poco per evitare altri sfregi alla più antica fontana della patria del poeta latino Ovidio. Qualche transenna a circoscrivere l’area potrebbe tenere lontano il monumento dai parcheggi abusivi, tanto per cominciare. La fontana, appena oltre le mura della storica Sulmo, fungeva da antico autogrill per pastori e greggi.

Fontana Roncisvalle, Sulmona abbeveratoio foto Maria Trozzi Report-age.com 26.4.2018
Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Nel ‘300 era la fontana delli candulj e il furto di oltre un anno fa è passato inosservato alla soprintendenza e all’amministrazione comunale che non hanno preso alcuna precauzione su quel tratto del Regio tratturo Celano-Foggia, il secondo più lungo dell’Italia Meridionale dopo quello dell’Aquila-Foggia. Sul punto, piuttosto trafficato, auto e mezzi pesanti hanno praticamente investito lo spirito della transumanza comunque candidata a patrimonio culturale immateriale dell’Umanità mentre la fontana va in malora. Siamo costretti ancora a parlare dell’agonia di una meraviglia. E dopo il furto di un anno fa del bassorilievo con l’angelo un’altra amara sorpresa. Un pezzo di muretto dell’abbeveratoio è stato praticamente staccato, parliamo del tratto che segue i 4 mascheroni. Ora il punto presenta una vistosa cicatrice al centro del piano in pietra superiore ed esterno della vasca. Volendo azzardare una ipotesi, sulle cause dello sfregio, potremmo immaginare che nel fare manovra qualcuno abbia calcolato male le distanze dal muretto ritenendo comodo passare o forse parcheggiare sul sito e, bontà sua, ha lasciato un altro irritante ricordino sul patrimonio storico della città mentre, la parte migliore della comunità prova a riempire il loculo lasciato dopo il ratto scoperto a dicembre 2016. L’idea è realizzare su pietra una immagine simile a quella del bassorilievo sottratto alla gens Peligna. Sarebbe bastato circoscrivere l’area con una catena o delle transenne, ma nulla per la struttura che, di pari passo con la chiesa Santa Maria di Roncisvalle ormai ridotta ad un rudere, è finita nel dimenticatoio. Vistose crepe sul muro non lasciano la minima ombra di dubbio sulla prossima sciagura che si abbatterà sull’area più antica della valle Peligna.

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Rubato il bassorilievo della Fontana di Roncisvalle. Grave danno al patrimonio artistico di Sulmona

Bassorilievo rubato. Visita alla fontana di Gardini, l’autore di Viva il Latino amico di Ovidio e Sulmona