Erosione marina a Casalbordino: ripascimento a interventi a casaccio sono inutili

“Continuare a versare sabbia sulle spiagge, dov’è in atto l’ingressione marina, è come non voler rendersi conto che si sta curando una malattia grave puntando sull’effetto placebo” Fabrizia Arduini coordinatrice del  Wwf zona Frentana e costa Teatina non usa mezzi termini per rappresentare l’inefficacia dei rimedi posti in essere per frenare l’erosione della costa e chiede uno studio affidato alle università per conoscere ‘andamento dee correnti nela linea di costa per interventi che siano efficaci, ma non trascura l’importanza della rinaturalizzazione dei fiumi, della cura per le dune e la decementificazione.

Fabrizia Arduini Report-age.com 2015
Fabrizia Arduini

Nel 2010, l’associazione documentò il fallimento dell’operazione dopo appena pochi mesi dal contestato ripascimento a Casabordino. In 5 mesi la linea di battigia in alcuni punti era già arretrata fino a 10 metri. “Eppure i fautori dell’intervento dissero che avrebbe arrecato benefici per almeno 5 anni – sottolinea Arduini – Già allora c’era di che riflettere”. Correva l’anno 2014 e i fondi stanziati a maggio dalla giunta regionale per il contrasto all’erosione costiera ammontavano a circa 1,3 milioni di euro. “Trascorsi 2 anni durante i quali i balneatori di Casalbordino, come quelli di altri Comuni raccontammo allora, hanno chiesto disperatamente un intervento duraturo ed efficace per il litorale, ormai totalmente eroso e ridotto vistosamente anche rispetto al periodo precedente al ripascimento del 2010, si è arrivati a ridosso della stagione estiva senza aver risolto il problema e come al solito l’unica soluzione possibile appare essere un nuovo ripascimento. C’è una domanda che ponemmo allora e torniamo a porre ora perché crediamo sia un punto dirimente da risolvere – puntualizza a presidente del Wwf zona Frentana e costa Teatina – Le valutazioni ambientali prevedono una verifica post interventi, la Regione (o chi per lei) le ha mai effettuate? Se le ha effettuate come è possibile che si prosegua ad insistere sulla stessa fallimentare strada? Quattro anni dopo, e una situazione sempre più drammatica, con ingenti somme spese per non risolvere nulla, torniamo a porre le stesse identiche questioni. Ancor di più ora che anche altri soggetti (finalmente!) cominciano a convenire sull’inutilità di ripascimenti e interventi spot. Basta interventi di dubbia, se non nulla, utilità i cui effetti (se ci sono positivi!) durano pochissimo. Auspichiamo uno studio affidato alle università che possa stabilire gli andamenti della linea di costa nei prossimi anni e una progettazione di interventi a lunga durata, partendo dalla rinaturalizzazione dei fiumi, ai quali con il proliferare incontrollato delle cave è stata tolta la capacità di ripascere in maniera naturale e duratura le spiagge. Proteggere le dune, importantissima ed efficace barriera contro l’erosione è oggi questione dirimente, altro che deterrenti ad un modello di sviluppo, i cui costi esorbitanti vengono scaricati sull’intera collettività. Su una progettualità per la rigenerazione e ripristino delle dune di Casalbordino, già tra il 2009 e il 2014, la nostra Associazione ha elaborato proposte che purtroppo – nonostante varie interlocuzioni – non sono mai state seriamente prese in considerazione – conclude Fabrizia Arduini – Bisogna capire dove è meglio arretrare, decementificare eccetera per assecondare e sfruttare al meglio i flussi erosivi e le correnti marine di deposizione altrimenti, in maniera provocatoria, sarebbe più sensato compensare lautamente gli esercenti che hanno subito danni irreversibili, perché il mare non teme barriere”.