Computer dello studio legale in ostaggio, chiesto il riscatto. WannaCry buca la valle Peligna

Sulmona (Aq). Avrebbero chiesto un riscatto ad uno studio legale associato della città dei confetti per sbloccare i terminali in cui quei dati sensibili sono custoditi e non sono più accessibili, blindati dall’esterno, da una barriera che dall’altra sera ne rende impossibile la consultazione. Ieri mattina i dipendenti dello studio si sono accorti del blocco e lo studio ha provveduto a presentare denuncia alle forze dell’ordine.

Lo chiamano WannaCry, voglia di piangere, perché è proprio quella che prende per le cifre esorbitanti che si chiedono al proprietario dei computer presi in ostaggio da un hacker, i sequestri più noti risalgono a maggio dello scorso anno. Parliamo del programma ransomware che paralizza i terminali finché non si paga un riscatto per farli tornare in funzione, un ricatto che, dicevamo, fa venire voglia di piangere e sarebbe stato chiesto anche allo studio legale sulmonese preso di mira in queste ore. La richiesta di pagamento di solito è espressa in Bitcoin (Btc), a prescindere dalle recenti speculazioni che hanno dimezzato il valore dei questa valuta digitale, usata per transazioni anonime. Il crimine digitale si fa pagare per la restituzione dei dati sensibili sbloccando i computer. Una veste digitale delle ormai vetuste bande del buco passate di moda almeno per Internet e il mondo digitale. Un buco informatico, per l’esattezza, su cui indagherà la Polizia postale. In generale, il bottino sinora ottenuto dai sequestratori informatici sarebbe piuttosto esiguo, non più di 90 mila dollari, riferisce @ransomtracker, (ammontare del riscatto) il profilo Twitter che dà conto dei riscatti del WannaCry. Roba da servizi segreti e si dice che l’attacco ai dati sensibili del sistema, paralizzando i terminali, sia così massiccio da richiedere un coordinamento internazionale per difendersi. WannaCry è arrivato in valle Peligna, ma anche Sulmona è già stata punta da virus e attacchi hacker che crescono in modo esponenziale rispetto a qualsiasi altro reato materiale.

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