Gasdotto Sulmona-Foligno, nulla di fatto, altri 2 incontri istruttori per arrivare all’autorizzazione

Roma. Prima di convocare un’altra riunione i dirigenti del Mise, ministero dello sviluppo economico, contatteranno l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per approfondire la questione del rischio sismico. I tubi del Rete adriatica attraverseranno i crateri dove si sono manifestati i più recenti e devastanti terremoti italiani. Per parte della struttura, strategica dicono ai vertici, si è appena conclusa la prima istruttoria del tracciato Sulmona-Foligno, indetta da Annalisa Cipollone, capo dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri. Il Movimento 5 stelle, Wwf e Legambiente hanno chiesto di rinviare l’incontro, ma il confronto oggi si è svolto. Dal dipartimento hanno ammesso che occorrono altre 2 riunioni per perfezionare l’istruttoria, prima di rinviare la decisione ai vertici per un’altra autorizzazione che interessa sempre il metanodotto Rete adriatica, quasi 700 km di condotta per spingere, per mezzo della centrale di compressione autorizzata a marzo e da costruire a Sulmona (Aq), il gas naturale a Nord passando per aree a massimo rischio sismico. Parliamo del metano, fonte fossile, che la Snam venderà all’Europa con enormi profitti soprattutto con enormi sacrifici, anche in termini di sicurezza, per le popolazioni assoggettate all’opera della multinazionale. Nulla di fatto dunque, il copioso fronte del no abruzzese ha ribadito la contrarietà al progetto Snam.

Nella riunione il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, è stato categorico, ha ribadito la ferma intenzione di tutelare il territorio per difendere gli interessi della comunità e di formalizzare la diffida al governo nazionale: “In rappresentanza della Regione Abruzzo, unico ente titolato a dare il diniego all’intesa, ho dovuto fin dall’inizio sollevare un’eccezione relativa al verbale della Conferenza dei servizi del lontano 6 agosto 2015 quando la Regione fece richiesta formale di accludere a verbale tutta la documentazione che evidenziava 2 criticità ad oggi, per quanto ci riguarda, non ancora risolte. Criticità che non sono solo formali, ma che riguardano 2 aspetti di estrema sostanza. In primo luogo, il tema degli usi civici: ad oggi notiamo come non sia stato ancora risolto. Pur se nell’ambito del decreto di compatibilità ambientale del marzo 2011 questo aspetto venne esaminato, le relative procedure consequenziali non sono state ancora effettuate. In secondo luogo, il tema della Vas (Valutazione ambientale strategica): fin da allora evidenziammo questa che per noi rappresenta una grave manchevolezza. Ad oggi si continua a sostenere l’insussistenza di quest’obbligo. Noi queste ragioni le abbiamo evidenziate fin dal ricorso in fase di preparazione e presentazione al decreto autorizzativo della centrale Snam ma evidentemente prefigura una strada simile anche per il tratto di metanodotto Sulmona-Foligno”. Al momento non è stato riconvocato un successivo incontro. “Questo perchè la Snam continuava ad affermare come lo studio di risposta al rischio sismico, elaborato nell’originario progetto risalente al 2010, sia stato continuamente aggiornato – spiega Mazzocca – Quello studio, che è parte dell’originario progetto poi assentito con il decreto di compatibilità ambientale a marzo 2011, è stato redatto sulla scorta della normativa antisismica allora vigente, ovvero quelle norme precedenti al sisma aquilano del 2009. Da allora di acquisizioni legislative ce ne sono state diverse. La Snam, ripeto, afferma di aver effettuato spontaneamente questi aggiornamenti. Noi abbiamo richiesto e ottenuto di visionare questi studi e di esaminarli e quindi poter in qualche modo decidere con maggiore e dovuta cognizione di causa. Per cui, quando la Snam procederà ad inviare a Regione, Provincia e Comuni questi studi di approfondimento, la presidenza il consiglio dei ministri convocherà la seconda riunione delle 3 che, credo, ci saranno”.

“La nostra battaglia va avanti su tutti i fronti contro l’accelerazione del governo e contro il prosieguo a testa bassa dei dipartimenti ministeriali e della Snam sulla realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione – ha sottolineato il sindaco di Sulmona Annamaria Casini a margine della prima di 3 riunioni istruttorie – Ho ribadito con forza la contrarietà convinta alla centrale e al metanodotto, evidenziando le criticità di questo progetto Snam e le ragioni del no di un vasto territorio montano a rischio sismico, che ho inserito in un documento scritto chiedendo di allegarlo al verbale”. Nella sede della presidenza del consiglio dei ministri a Roma si è fatto sentire l’incisivo intervento del sottosegretario Mazzocca, che ha argomentato le posizioni di contrarietà al progetto Snam, gli amministratori abruzzesi presenti hanno sostenuto il diniego alla dannosa opera.

Nelle 3 ore d’incontro, i tecnici ministeriali hanno precisato da subito che si è trattato di una riunione tesa a capire i margini di superamento del dissenso, confermando l’impressione che si stia spingendo il piede sull’acceleratore. Continua il sindaco: “Ci è stato osservato che nel 2011 non solo sono mancati pareri espressi contrari da parte della Regione Abruzzo e del Comune di Sulmona – ai tempi la Regione era guidata da Gianni Chiodi e a capo dell’amministrazione sulmonese c’era il sindaco Fabio Federico, prosegue il primo cittadino Casini – Hanno anche sottolineato che gli stessi rappresentanti erano assenti nelle Conferenze dei servizi. Di fronte ai tecnici rappresentanti dei dipartimenti di 3 ministeri e ai rappresentanti della Snam, ho dibattuto con determinazione spiegando le ragioni del no in rappresentanza di un intero territorio e della nostra gente che non vuole la centrale né il metanodotto, opere dannose per la nostra area. Non ci ha convinto la Snam, che continua a sminuire la problematica, insistendo su un territorio come il nostro a forte rischio sismico. Continueremo ad opporci a questo progetto in tutte le sedi e nelle prossime riunioni dove sarà coinvolto anche Ingv interpellato dal Mise”. Nella speranza che al più presto si formi il nuovo governo l’opposizione continua.

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