3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca, h24, con 33 Airgun. D’Orsogna lancia l’allarme

L’esplorazione sismica […] può comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica e le altre specie alieutiche, è scritto nella Valutazione d’impatto ambientale per la Edison 3D e la Petroceltic, sul progetto di ricerca, per mezzo di airgun, che interesserà 300 km² di mare a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Dunque è chiaro che l’air gun può nuocere alla fauna ittica e nel suo blog la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente universitario della California State university at Northridge, affronta la questione, calcoli alla mano, del progetto che tradotto significa: 3 milioni di spari nel mare, 24 ore su 24 (H24), con 33 airgun e altri di riserva. Un trambusto di queste dimensioni lascerà sicuramente un segno indelebile fuori e dentro i fondali marini.

Aggiornamento

Maria Rita D’Orsogna

La ricercatrice italo americana affida al suo blog, le considerazioni sul progetto partendo proprio dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare: “Questo ministero ha spesso fatto la tutela di affaristi e speculatori, petrolieri da ogni dove”. Per l’airgun in Puglia, la D’Orsogna punta i dito sulle 2 società impegnate nella ricerca di idrocarburi in Italia e desiderose di eseguire una esplorazione sismica con airgun che, secondo molti studi, costituisce una potenziale minaccia per i mammiferi marini poiché lo spettro di udibilità di questi si può spesso sovrapporre con le basse frequenze emesse dagli air gun.  “La Edison spa ha sede a Milano ed è al 99.4% di proprietà della Electrité de France. La Petroceltic ha sede a Dublino e fra le sue sussidiarie c’é la Petroceltic Italia che ha varie concessioni in Italia, inclusa Elsa fra l’Abruzzo e le isole Tremiti”. Elsa1, ad esempio, è pozzo per l’estrazione di idrocarburi perforato nel 1992 dall’Agip, a poche decine di metri è previsto Elsa 2 (Permesso di ricerca idrocarburi a mare denominato B.R268.RG, 126.68 km2 di cui sono titolari, appunto, Petroceltic Italia srl e Cygam energy Italia spa, già Vega Oil srl) la cui procedura di autorizzazione non sarebbe mai stata chiusa. Per questo pozzo il progetto, bocciato nel 2011 in sede di Valutazione di impatto ambientale (Via) è stato riproposto nel 2014 sempre a 7 km di distanza dalla riserva regionale Ripari di Giobbe di Ortona (Ch) e il Via nazionale ha detto sì alla ricerca esplorativa di Elsa2 a marzo 2015 poi, ad aprile 2017, la furbata del decreto del Mise che ha aggirato la volontà popolare del referendum, recepita nella legge di stabilità, superando il divieto di trivellazione entro le 12 miglia (circa 20 km) proprio garantendo alle compagnie petrolifere di modificare il programma di sviluppo previsto al momento del rilascio della concessione e di recuperare così le riserve nei giacimenti esistenti evitando la chiusura, entro agosto 2019, di almeno 6 attività d’estrazione in Abruzzo. Prosegue la ricercatrice di origine abruzzese:

Dal blog di D’Orsogna

“In questi giorni il duo Edison-Petroceltic deposita istanza per eseguire indagini geofisiche con airgun in 3 dimensioni su un area di circa 300 km quadrati nel permesso di ricerca di idrocarburi (d 84F.R-EL). La concessione è a 14 miglia da Santa Maria di Leuca e interessa 2 aree protette – la ricercatrice sottolinea che ‘area interessata dalla ricerca è protetta e popolata di specie ittiche tutelate – In queste acque vivono, per ora, la Stenella striata, la Balenottera comune, il Capodoglio e lo Zifio. Passano qui il Tonno rosso, l’Alalunga e il Pesce spada” e ancora numerose specie di gambero, lo Scampo, il Totano e la Sepietta, le Tartarughe Caretta caretta, protette e le specie Chelonia mydas (Tartaruga verde) e Dermochelys coriacea (Tartaruga liuto). “Le tecniche sono le stesse di sempre, spari violenti ad aria compressa ogni 10-15 secondi ad alta intensità per avere immagini del sottosuolo grazie ai segnali riflessi dalle strutture geologiche del sottosuolo” D’Orsogna chiarisce  che per ottenere rilievi in 3 dimensioni i lavori saranno molto più intensi rispetto alla ricerca eseguita in 2 dimensioni. Si prevedono sino a 25 giorni, H24, e le società indicano 16 giorni di spari diretti con 33 airgun, altri 3 di riserva. “Tra una linea e l’altra dell’area che spazzoleranno ci saranno 500 metri specifica la docente e ricercatrice che tira così le somme – Facciamo allora 16 giorni, facciamo ogni 15 secondi, facciamo 33 airgun attivi. Cosa significa? La bellezza di circa 3 milioni di spari nel mare” e purtroppo nessuno potrà avvisare la popolazione marina di Puglia che stanno per subire “3 milioni di spari, 24 ore su 24, da 33 sorgenti di airgun che li avvolgeranno da ogni dove” continua sul blog di Mariarita d’Orsogna