Raccolta Zafferano di Navelli foto Maria Trozzi Report-age.com 30.10.2017

Navelli contro il Metanodotto Rete adriatica Federico: ‘Il governo dimissionario non è interlocutore politico’

Il tratto Sulmona-Foligno del metanodotto Rete adriatica arriva sino all’Aquila nel cuore del cratere sismico del 2009. Da Sulmona la centrale di  compressione del metano, autorizzata il 9 marzo dalla presidenza del consiglio dei ministri, a Case pente spingerà il gas naturale nella condotta che in un tunnel impressionante attraverserà le sorgenti del Pescara nel bel mezzo di uno dei bacini imbriferi tra i più grandi d’Europa, per poi sparare sull’aquilano.

Aggiornamento 1 e 2

Popoli, unico comune della provincia di Pescara minacciato dall’opera, da quasi un decennio combatte contro l’ennesima imposizione governativa, sinonimo di angheria multinazionale, che potrebbe compromettere una tra gli ecosistemi più delicati d’Italia. Pronta alla battaglia anche l’area dello Zafferano di qualità (vedi qui), dal Comune di Navelli il sindaco Paolo Federico interviene: “Il Governo dimissionario non è un interlocutore politico” a ribadirlo ieri anche il sottosegretario alla regione Mario Mazzocca.

“La riunione per il coordinamento amministrativo indetta della presidenza del Consiglio il 4 aprile, in merito alla costruzione del metanodotto, è un atto di forza fatto da un governo dimissionario uscito malconcio dalle ultime elezioni – aggiunge il primo cittadino – La convocazione della riunione è stata inoltrata a tutti gli interlocutori istituzionali dei territori interessati dal passaggio del metanodotto e rappresenta la volontà di stringere sui tempi e arrivare alla fase esecutiva. Stanno correndo perché vogliono chiudere al più presto la partita e mettere il nostro territorio spalle al muro. Simili atteggiamenti non sono degni delle istituzioni democratiche e rischiano di far crescere la rabbia nella popolazione che vuole e deve essere ascoltata -conclude Federico – Chiediamo ancora una volta che il percorso del metanodotto sia rivisto, che si tenga conto della vocazione del nostro territorio e soprattutto che si torni al confronto con metodo democratico e
trasparente senza ricorrere a sveltine di fine legislatura. Rivolgo un appello ai nuovi rappresentati del territorio eletti in parlamento affinché intervengano sulla questione”.

mariatrozzi77@gmail.com