Gasdotto Snam, al nuovo governo spetta procedere. M5S: ‘Interrompere confronto per autorizzare il tracciato Sulmona-Fogligno’

Il 4 aprile è convocata la conferenza istruttoria per superare il diniego delle Regioni Abruzzo e Umbria al segmento Sulmona-Foligno ultimo passaggio necessario prima di partire con il conto alla rovescia per l’avvio del cantiere della centrale di spinta di Sulmona, autorizzata il 9 marzo e da installare dopo un anno di monitoraggi sull’area, spiega Snam, la multinazionale che porta avanti il progetto Rete adriatica per ambire a fare della sua rete una hub del gas.

Aggiornamento 1 e 2

“È del tutto scontato che il futuro di questa opera debba essere deciso dal prossimo Governo, quello che otterrà la fiducia del nuovo Parlamento – chiarisce Gianluca Vacca deputato del Movimento 5 Stelle. Bisogna interrompere il confronto sull’iter riguardante l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’opera denominata metanodotto Sulmona-Foligno previsto per il 4 aprile“. I motivi addotti dai portavoce del Movimento 5 Stelle: “Il capo dipartimento, Annalisa Cipollone, potrebbe non avere diritto a chiedere tale incontro in quanto, dopo le dimissioni del presidente del consiglio Gentiloni, non ci sarebbe la legittimità procedurale su questo atto di governo. Il governo a seguito delle dimissioni del presidente del consiglio rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. É palese che questo confronto non rientra nei caratteri d’urgenza – affermano i portavoce M5S in senato, Gabriella Di Girolamo e Primo Di Nicola e Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso per i deputati. “La riunione istruttoria del 4 aprile è solo l’ultima azione di un governo che non ha più la legittimità per decidere su un’opera di tale impatto sulla collettività e sul territorio – concludono i 5 stelle – il metanodotto dovrebbe essere realizzato in un territorio fragile, esposto a terremoti frequenti e notoriamente distruttivi. È quindi comprensibile la preoccupazione dei cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’opera. Anche le amministrazioni locali e la stessa Regione Abruzzo, hanno espresso più volte contrarietà al metanodotto, e lo hanno fatto sia attraverso atti formali che informali. Questa accelerazione del governo, quindi, contrasta con le esigenze dei territori”.

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