Gagliano Aterno, convento di Santa Chiara Report-age.com 2017

Il parroco rottamatore dal Vescovo. Il Comitato feste prende le distanze da eventuali minacce all’uomo di chiesa

Castelvecchio Subequo (Aq). Ancora incerta la processione del Venerdì Santo, sospesa perché il parroco rottamatore, così viene definito, dice di essere stato minacciato. Padre Massimiliano Di Carlo oggi è stato ricevuto in curia a Sulmona (Aq) dal vescovo della diocesi, Michele Fusco. Il padre guardiano e dice di temere per la sua sicurezza, per questo ha sospeso il rito, così denuncia in una locandina affissa all’ingresso della chiesa di San Francesco.

Aggiornamento

Gagliano Aterno, convento di Santa Chiara Report-age.com 2017Il Comitato feste prendere le distanze da qualsiasi eventuale minaccia al parroco e lo fa con una denuncia cautelativa e condannando ogni forma di ostilità diversa dal confronto pacifico che caratterizza i rapporti della comunità e con il parroco. Ai carabinieri della locale stazione si è rivolto il padre guardiano del convento di San Francesco, non per denunciare, ma semplicemente per segnalare dei sospetti. Il prete dice di essere stato minacciato tramite social e a voce, azioni riprovevoli e condannate dal Comitato e da tutti i paesani. Sul più importante rito della tradizione subequana, il corteo funebre del venerdì Santo, solo in caso di “ristabilite condizioni ottimali sarà piacere comunicare eventualmente la decisione di svolgere la processione alle ore 21″ scrive frate Massimiliano, ma per il momento tutto tace. Le recenti polemiche sono scoppiate alla notizia di un cambiamento del posizionamento delle statue, a fine processione, e il padre guardiano ha comunicato l’impossibilità a celebrare la festa di Santa Barbara, protettrice dei minatori, il Lunedì di Pasquetta proprio perchè il calendario canonico annulla tutte le celebrazioni cattoliche che non riguardano la Pasqua. Nell’excursus storico però le singolarissime prese di posizione del padre guardiano hanno guadagnato spazi in prima pagina sui media soprattutto quando si barricò in chiesa, non facendo trovare ai fedeli la statua di San Rocco o quando mise in discussione la processione ed altri riti estivi. Una situazione che mette a rischio l’identità di un grande territorio, la valle Subequana, che ha sempre vissuto in pace e in armonia e che da anni però è sotto pressione. I cittadini però non si danno per vinti. Decisioni strambe non condivise dalla popolazione e non di tratta di cambiamenti che richiedono tempo, ma semplicemente di riti  che non possono cambiare altrimenti perderebbero il fascino e non si potrebbe più chiamarle tradizioni. Così la resistenza per mantenere la festa di San Rocco, il Corpus domini, la processione del Venerdì Santo e Santa Barba che si celebra dal 1956 e richiama tantissimi fedeli nella località montana eppure il parroco già la definisce ex  Festa. Inoltre il giorno successivo, martedì di Pasqua, a Castel Di Ieri (Aq) viene comunque viene festeggiata da tempo immemorabile la Madonna di Pietrabona.

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