Scarichi nel fiume Gizio, problemi alla condotta fognaria principale. Esclusiva Report-age

Sulmona (Aq). Qualche metro prima dell’ampio parcheggio dello scalo ferroviario è il disastro, percorriamo quel che resta del sentiero che si affaccia appena prima del ponticello di Santa Rufina, verso Est, dietro la parrocchia Santa Maria Pellegrina. Da un mese un guasto alla condotta fognaria collegata al depuratore sta creando problemi e la Saca è già intervenuta, ma sembra con poco successo. Si è formato un lago, fetido, che ci sorprende a sinistra della mulattiera inoltrandoci verso Sud (direzione Pratola-Sulmona) e appena dopo la stradina di campagna  scompare tra fango e acqua giallognola, poi marrone.

Aggiornamento del 9.4.2018

Guasto alla rete fognaria in fondo un tubo delle riparazioni che non sembrano andate a buon fine

Più avanti (verso Sulmona) un’ammasso di pietre devia il corso del fiume e la corrente sposta l’acqua verso il sentiero, attraversandolo, alimentando a sua volta il lago di melma che si è formato. Proprio lì troviamo immerso, solo in parte, un tubo arancione, forse il primo tentativo di riparare il danno. A sinistra l’acqua tracima sul sentiero per finire di nuovo nel Gizio che in quel tratto è soffocato da una decina di alberi abbattuti dalle intemperie. Sempre a sinistra, ai piedi della scarpata di via Paradiso, un tempo corridoio ecologico, si è formato uno stagno di liquido melmoso, nauseabondo, che riceve acqua dal Gizio e appena dopo reimmette liquidi scuri nel fiume. Le immagini sono state realizzate oltrepassando il primo ristagno sulla sterrata, molto più a Sud il fiume Vella si congiunge al Gizio. Superato il pantano è impossibile rposeguire dinanzi al secondo acquitrino troppo profondo per il veicolo che ci trasporta. Le immagini non restituiscono a pieno l’idea. Tecnologicamente è impossibile documentare l’odore della palude che si è formata. La Saca sta tentando di riparare il guasto, a riprova, il consunto tubo arancione che fa capolino tra gli arbusti e l’acqua stagnate. Il danno è stato segnalato un mese fa anche al Genio civile regionale e sembra se ne stia occupando un ingegnere e la Polizia provinciale. Sul sito dell’Agenzia regionale per l’ambiente non ci sono tracce di analisi del caso sul fiume eseguite in questo mese. La situazione è conosciuta agli addetti e dicono monitorata in quel luogo isolato. Il tubo del metano sta sotto il pantano con gli sfiatatoi appena fuori dalla melma, ma il palo di segnalazione del tracciato del gas naturale è immerso nel liquame per mezzo metro. Sia la mattina che il pomeriggio del 22 marzo sull’area non è stato eseguito alcun intervento. Crediamo sia davvero urgente una messa in sicurezza del tratto, sapere cosa sta finendo nel fiume Gizio e i livelli di inquinamento raggiunti. Nel Masterplan della Regione Abruzzo è previsto un finanziamento per la risoluzione delle criticità del sistema fognario di alcuni agglomerati del Comune di Sulmona, quasi 590 mila euro, ma la copertura è incerta e la situazione da quelle parti oltre ad essere grave sembra proprio seria.

mariatrozzi77@gmail.com

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