Oltre 6 milioni all’Abruzzo per macchinari di diagnosi oncologica. Che fine faranno?

Dovrebbe essere una buona notizia il fatto che sia stato approvato ieri dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il riparto finanziario destinato alle regioni del Mezzogiorno per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione. Per come vanno le cose non manca un pizzico di scetticismo.

L’importo destinato all’Abruzzo è pari a 6 milioni 110 mila euro. “Si tratta di un intervento importante mirato ad ammodernare il parco delle attrezzature per la diagnosi oncologica – ha detto l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci – Con questi fondi daremo una risposta forte e avremo una sanità sempre più all’avanguardia”. E dove si darà la risposta, in quali presidi? Nel comunicato pubblicato dal sito della Regione (qui) non è dato alcun riferimento alla destinazione delle attrezzature da acquistare e, leggenda vuole, spesso negli ospedali delle aree interne non si è potuto utilizzare certi importanti nuovi macchinari, spendendo soldi pubblici senza risultati, perché mancavano i tecnici per farli funzionare o per altre difficoltà di attivazione e, secondo alcuni racconti mitici, addirittura per la mancanza di prese elettriche necessarie per mettere in moto le apparecchiature nuove. Speriamo che non si replichino gli errori del passato e che le attrezzature da comprare non si concentri sulla costa.

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