Vertenza sanitaria per le aree interne, mancano 1000 posti letto. Fp Cgil: alla Asl1 è emorragia di posti di lavoro

Per anziani e disabili la carenza di strutture riabilitative in provincia dell’Aquila è lampante se si guarda ai posti letto garantiti che non raggiungono nemmeno 1/10 del fabbisogno complessivo (1000) in un territorio che, per estensione, occupa metà della superficie regionale. Per disabili e anziani sono solo 60 posti letto rispetto ai 525 attivati in tutta la regione, anche da qui l’emorragia di posti di lavoro nella Asl 1. 

Occorre incrementare il personale della Asl, stabilizzarlo, contestualmente è indispensabile attivare i posti letto necessari a soddisfare i bisogni assistenziali dell’intera provincia dell’Aquila. A rappresentare la complessa situazione in cui versano i servizi sanitari e socio-assistenziali della provincia dell’Aquila e la grave carenza di personale della Asl1 (Avezzano-Sulmona-L’Aquila) sono stati oggi Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone di Funzione pubblica Cgil e Annarita Gabriele di Fp Medici. Dati alla mano, i sindacalisti sono stati ascoltati dal Comitato ristretto dei sindaci della Asl procinviale composto dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Avezzano, Gabriele De Angelis, di Sulmona, Annamaria Casini, il vice sindaco di Barisciano, Giuseppe Calvisi, il sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquia, Angelo Caruso, oltre ai vertici della Asl.

“In riferimento ai posti letto accreditati per l’assistenza residenziale e semiresidenziale per gli anziani e disabili nella provincia dell’Aquila, ne risultano accreditati circa il 12 % del totale regionale, infatti, sono stati attivati 60 posti letto su un totale regionale di 525. Tutto ciò nonostante un fabbisogno complessivo di circa 1000 posti letto riferito agli anziani non autosufficenti, disabilità e riabilitazione e dipendenze patologiche. Tali condizioni risultano a totale svantaggio delle aree interne con pesanti ricadute sui livelli di assistenza e servizi riferiti soprattutto ad una platea di cittadini disabili ed anziani che il più delle volte sono costretti a ricorrere a prestazioni fuori dalla provincia  territorio con un aumento della spesa per la mobilità” il sindcato chiede un concreto impegno sull’accreditamento di nuovi posti letto pubblici o, in quota parte, privati per la riabilitazione. In breve, è indispensabile un’inversione di tendenza ossia un incremento dei servizi con conseguente aumento dell’occupazione così da rispondere ai bisogni delle fasce più deboli. “A quanto pare per la nostra Regione contano più le dinamiche di bilancio che non una politica di maggiore occupazione e servizi per la collettività – denuncia Funzione pubblica Cgil – Si aggiunge la grave carenza di personale della Asl che si ripercuote su qualità di lavoro e servizi. Sul Piano delle dinamiche del personale (delibera 456 del 7 marzo  sottoscritta dal direttore generale) è evidente l’ulteriore perdita di personale per il 2017 di oltre 95 unità lavorative, risultando in forza 3 mila 354 unità a fine dicembre 2017, contro le 3 mila 449 dell’anno precedente, dichiarate nel Conto annuale 2016 dalla Asl1. Pertanto, ad oggi mancano 695 unità lavorative con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a fronte di una dotazione organica di 4 mila 53 lavoratori, 400 dei quali precari”. Diminuisce il lavoro stabile e aumenta il precariato e per l’organizzazione di categoria è necessario attivare immediatamente le procedure di stabilizzazione finalizzate a rendere stabile il lavoro prestato in troppi anni di incertezza. Tra le conseguenze di tanta precarietà Fp Cgil segnala la continua violazione delle norme sui riposi obbligatori per il personale, aumento delle liste di attesa per i cittadini, aumento della mobilità passiva verso altre regioni con conseguente aumento di spesa a carico dei malati e dei contribuenti. Al Comitato ristretto i sindacalisti hanno ribadito l’urgenza di un’azione unitaria per spingere all’aumento del personale sanitario e per l’attivazione dei posti letto nell’aquilano, territorio orograficamente complesso ed  estenso che necessita d’investimenti ulteriori a tutela della salute, diritto sacrosanto, e del diritto ad un lavoro sereno e dignitoso per gli operatori sanitarie.