Anziani in rivolta: ‘Chiuso il bar chiudete anche il centro sociale!’

Sulmona (Aq). É come farsi forza al grido ‘Muoia Sansone con tutti i filistei‘ almeno così sembra a sentire loro: “Se il bar del centro anziani è stato chiuso per inagibilità allora si chiudano tutti i locali del centro nell’ex caserma Pace”. Sembra un capriccio più che un ricatto, come dire, senza bar ce ne andiamo.

Ci sono molte associazioni di volontariato che nella città dei confetti da decenni chiedono e combattono per uno buchetto dove riunirsi e organizzare le loro attività di assistenza, aiuto e d’intervento per le emergenze. Volontari che svolgono servizi utili all’intera comunità e che spesso mettono a repentaglio la loro vita per salvare gli altri. In questa vallata, in cui le lancette degli orologi girano in senso antiorario, ogni sforzo cade nel vuoto se per i pochi spazi liberi messi a disposizione il rischio è che vengano chiusi perché i fruitori non si accordano, non si accontentano. Per il centro anziani oggi a palazzo San Francesco si è presentata una delegazione di quelli in rivolta. Sono rimasti in attesa di essere ricevuti dal sindaco, Annamaria Casini, assente per impegni istituzionali, ma che assicura  riceverà la delegazione il 27 marzo alle ore 9.30. Nel corridoio i signori e le signore riferiscono di non poter vivere in un centro sociale sprovvisto del bar con il distributore automatico che non è fatto per la loro età e per il bicchiere di vino. E poi aggiungono che molti vorrebbero partecipare alle attività del centro, ma le scale ad una certa età diventano una barriera insormontabile, per altri la rampa (40 gradini) rende difficile raggiungere i locali. Come dargli torto su questo punto? Fino ad ora però si sono lamentati per il bar e non sembra che abbiano chiesto un ascensore per i loro amici meno fortunati. Oggi il gruppo in rivolta però chiede anzitutto il trasferimento del centro in un pian terreno e, di certo, con la penuria di spazi che la città sta tastando sulla pelle degli studenti e dei loro genitori per le scuole, le biblioteche, il centro servizi culturali, degli impiegati per gli uffici pubblici, delle forze dell’ordine per i presidi di sicurezza e le caserme, è un attimo intuire che fine farà il centro sociale.

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