Centrale Snam e cementificio a Vasto, la battaglia si sposta al Tar

Pescara. É stato appena depositato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, contro il parere favorevole dell’ufficio tecnico del Comune di Vasto (Ch) sul cementificio a freddo da installare a Punta Penna, al confine con la Riserva naturale regionale di Punta Aderci e nel Sito d’interesse comunitario (Sic). Wwf e Legambiente sono all’opera per opporsi alla recentissima autorizzazione della centrale di spinta del metano intende piazzare a Case pente di Sulmona.

Per la centrale di compressione della Snam, del progetto Rete adriatica con il metanodotto che attraverserà aree a massimo rischio sismico per il trasporto del metano che la Snam venderà, con enormi profitt,i all’Europa a scapito dei territori intubati, la recente autorizzazione ha spostato il campo d’azione. L’approvazione il 9 marzo, con le elezioni avvenute il 4 marzo, la dice lunga sulla questione del governo che proprio a fine mandato dà il via alla costruzione del mostro, a dispetto della concorde opposizione dei cittadini e delle amministrazioni locali, sottolineano Wwf e Legambiente: «Stavamo preparando, sempre con l’avvocato Francesco Paolo Febbo un ricorso endoprocedimentale contro l’impianto, nell’ambito dell’azione comune concordata con i comitati locali e con l’amministrazione municipale di Sulmona nel tavolo voluto dalla Regione e per essa dal sottosegretario Mario Mazzocca – hanno spiegato Di Tizio e Di Marco – Ebbene l’inopinata e assurda autorizzazione del governo ci ha sorpresi appena prima che depositassimo l’atto. Così Febbo è già al lavoro per modificare il ricorso e presentarlo direttamente contro il decreto autorizzativo. La centrale in quel sito rappresenta una vera assurdità per una lunga serie di ragioni, a cominciare dalla non strategicità dell’opera nel suo insieme. Wwf e Legambiente continueranno a contrastarla in tutti i modi possibili, accanto ai cittadini, alle istituzioni e ai comitati».

«Un atto amministrativo che a nostro avviso è minato da diverse irregolarità – interviene l’avvocato del Wwf Febbo – Nel ricorso chiediamo infatti l’annullamento previa sospensione degli effetti giuridici del parere favorevole relativo alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca.) emesso il 15 gennaio dal Settore IV urbanistica e servizi Sportello Unico per l’Edilizia, inerente l’attività di produzione di leganti idraulici in Zona Industriale del Comune di Vasto, da impiantare nello stabilimento esistente, costruito inizialmente dalla ditta Trace srl di Foggia, e completato dalla ditta Vastocem srl, con sede a Vasto. Ditta, quest’ultima, poi incorporata dalla Escal srl di Manfredonia, in provincia di Foggia». Il legale non è entrato nei dettagli del ricorso, ora in attesa dell’esame da parte dei giudici amministrativi. Ha ricordato invece che Legambiente e Wwf avevano a suo tempo, analogamente a numerosi altri soggetti interessati, presentato osservazioni contro questo progetto. «Ebbene – ha sottolineato – tutte queste osservazioni sono state rigettate, con motivazioni pressoché analoghe le une alle altre, ma palesemente carenti sul dato sostanziale ed illogiche e contraddittorie su quello procedurale». «Siamo fiduciosi di poter ottenere giustizia cancellando un parere favorevole secondo noi infondato – interviene Giuseppe Di Marco coordinatore Legambiente – È interesse della costa dei Trabocchi tutelare quella che è stata riconosciuta anche all’estero come una delle spiagge più belle d’Italia, un fiore all’occhiello per il territorio e fonte di ricchezza per l’economia turistica che non può essere messa a rischio da uno sciagurato progetto industriale legato a una economia ormai superata e fuori tempo». Il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio ha ribadito invece la necessità che le valutazioni ambientali tornino di esclusiva competenza della Regione, com’era sino a pochi anni fa: «Averle affidate ai Comuni, che quasi mai hanno nel proprio organico professionalità adeguate per tali valutazioni tanto meno le dotazioni finanziarie per acquisite tutte le diverse consulenze specialistiche spesso necessarie, comporta il rischio che vengano approvati, a macchia di leopardo, progetti disastrosi per l’ambiente».

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Centrale Snam autorizzata: il decreto. Snam: un anno di monitoraggio e poi il cantiere