Centrale Snam impattante, per gli operatori contrasta l’art. 9 della Costituzione

Sulmona (Aq). L’autorizzazione della centrale di spinta del progetto Rete adriatica, 5 giorni dopo (9 marzo) gli esiti delle elezioni per rinnovare il Parlamento italiano (4 marzo) spinge gli operatori culturali, turistici ed ambientali a sottoscrivere un documento per ribadire la contrarietà al progetto della Snam. 

Sviluppo della cultura, tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, principio fondamentale della carta costituzionale cui fa richiamo il mondo associazionismo culturale, della ristorazione, dell’accoglienza e informazione turistica, dell’agricoltura specializzata. Paesaggio e patrimonio ambientale e culturale che verrebbero irrimediabilmente compromessi dalla realizzazione dell’opera, scrivono gli operatori. “Non serve ricordare che Sulmona città d’arte conserva un centro storico tra i più belli d’Abruzzo, che la località di Case Pente è un sito archeologico di notevole interesse che  Pacentro è uno dei borghi più belli d’Italia e porta d’ingresso del Parco nazionale della Majella, luogo di estrema bellezza naturalistica, di ricchissime specificità animali e botaniche nonché importante meta di ricerca e turismo ambientale – scrivono in una nota gli operatori – L’impatto visivo ed acustico nonché le emissioni che verranno prodotte dalla centrale avranno ripercussioni, oltre che sulla salute dei cittadini, sulla bellezza paesaggistica del sito, creando una contraddizione di fatto alla naturale vocazione del territorio ed impedendone uno sviluppo consono. É per questi motivi che chiediamo a tutti, cittadini, operatori economici, forze sociali e politiche, di unire energie e voci in difesa di quanto ci è stato lasciato in eredità e di cui siamo solo custodi e responsabili”. Dopo la giornata del paesaggio istituita dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), il 14 marzo,  gli operatori operatori culturali, turistici ed ambientali NoSnam sperano di ricevere altre adesioni all’appello (email:  f.ferzoco@gmail.com) e alla manifestazione del 21 aprile. L’art. 9 della Costituzione recita che La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione – introduce l’appello – Chi opera quotidianamente nella conservazione e promozione del patrimonio culturale, artistico e naturalistico di Sulmona, nell’accoglienza turistica della valle Peligna e del centro Abruzzo sente oggi il dovere di non far mancare la propria voce nel momento in cui su questi territori  si stanno compiendo scelte decisive e che rischiano di distruggere  l’eredità dei beni che la nostra comunità ha in custodia. Restauriamo e conserviamo le pietre e i monumenti di una civiltà antica; proponiamo e illustriamo ad un turismo, quantitativamente e qualitativamente sempre crescente, la bellezza delle nostre città d’arte e della nostra natura; riscopriamo e orgogliosamente coltiviamo i prodotti unici e tipici della nostra terra.  Questo delicato equilibrio di bellezze, indissolubilmente legate tra loro, rischia però di essere travolto definitivamente dall’imposizione di scelte che contraddicono un modello di sviluppo del nostro territorio che, sia pure faticosamente, va sempre più delineandosi e consolidandosi. L’incendio doloso del Morrone di questa estate, l’insediamento della centrale di spinta del gasdotto Snam, i progetti di costruzione di tunnel autostradali, bretelle ferroviarie, la chiusura dell’agenzia di promozione culturale non discussi con gli enti locali ed i cittadini sono solo alcuni degli esempi più recenti di un assalto che non ha eguali nella storia della nostra comunità. Di contro si consolidano le iniziative a tutela del  patrimonio culturale e ambientale del nostro territorio che la stampa estera e nazionale sempre più indica come unico. Da qui la necessità, per tutti, di scelte conseguenti. Chi opera professionalmente e con passione nella conservazione dei beni architettonici e storico artistici, nella  promozione e accoglienza turistica e nella produzione di una agricoltura specializzata, conosce bene i problemi e le potenzialità di questi settori. Siamo inoltre consapevoli che dal nostro operare dipende buona parte delle attività commerciali  e artigianali legate all’immagine delle nostre città, che riceverebbero un duro colpo dell’indotto turistico a seguito dell’insediamento della centrale Snam. Questa battaglia in difesa del patrimonio culturale, artistico e naturalistico riguarda tutti i comuni della Valle Peligna che può e deve muoversi in collegamento con le direttrici della val Pescara, dell’alto Sangro , dell’Aterno e della Marsica. Ci affianchiamo agli organi istituzionali, ai sindaci, ai medici, alle associazioni e ai Comitati che in oltre un decennio di battaglie hanno contrastato progetti che colpiscono la salute e per noi, la bellezza paesaggistica ed il futuro del nostro territorio”.