Foto Maria Trozzi Report-age.com

Al lupo al lupo ..altoatesino. La ricerca prova che l’abbattimento Non è efficace

Incrementa le aggressioni agli animali domestici e riduce, ma solo per pochissimo tempo, gli attacchi al bestiame. Questi sono gli effetti dell’abbattimento dei lupi chiesto in Alto Adige.

A svelare il retroscena dell’abbattimento è una ricerca pubblicata nella rivista Frontiers in ecology and the environment che ha seguito l’esperienza tedesca. Banco di prova dello studio inglese è la Germania che ha dimostrato come solo temporaneamente e per il 29% dei casi esaminati gli attacchi al bestiame sono diminuiti, dopo l’abbattimento dei lupi. Inoltre nel 43% dei casi risulta un aumento di aggressioni agli animali domestici, conseguenze imputabili, dicono gli esperti, alla disgregazione del branco che l’abbattimento operato dall’uomo determina perché anche dal mirino di una doppietta è difficile riconoscere un esemplare alfa, il capo branco, da risparmiare per non sballare il branco. Meglio l’impiego di recinti elettrificati, di guardiani delle greggi nella notte, efficaci i cani come il Pastore abruzzese che con la dentatura a tenaglia fanno invidia agli orsi bruni marsicani. Altri metodi non letali risultano comunque efficaci: le esche per tenerli lontano dalla greggi e la sterilizzazione. Iniziative che, non a caso, risultano contenere di oltre l’80% gli attacchi dei lupi. E se proprio se ne chiede conferma, un altro dossier prodotto da Eurac, centro privato di ricerca di Bolzano, conferma lo studio della rivista specialistica, anche per l’Alto Adige. Per 150 anni non si è mai registrata un’aggressione dei lupi all’uomo nel Bel Paese. In Toscana a preoccupare sono circa 500 lupi, ma a pretendere l’abbattimento però sono gli altoatesini che si disperano per una ventina di lupi, censiti e per lo più in transito nella loro area. In Alto Adige si disperano al punto di chiedere al Parlamento l’abbattimento sino al 5% di questi predatori presenti nel territorio. Tutto questo trambusto per liberarsi poi di un solo lupo. La matematica non è un’opinione e certi problemi sono un’arma di distrazione di massa o che apre le porte alla caccia grossa , assai sottile, soprattutto quando il computo del 2016, disponibile in rete, racconta tutt’altra storia e chiarisce che i danni provocati dal lupo sono quantificati in poco meno di 3 mila euro, in Alto Adige, ovvero la somma dei rimborsi garantiti per 18 capi di bestiame, lauto pasto. Risale al 1896 in val Funes l’ultimo abbattimento di un lupo nella provincia autonoma di Bolzano. Quei 20 lupi poi non sono proprio altoatesini, ma vanno alla ricerca di territori in cui vivere. Il cacciatore carnivoro si allontana sino a 500 km dal luogo di nascita per sopravvivere, ha bisogno di circa 2 kg al giorno di cibo: cinghiali, cervi, caprioli, camosci e mufloni. Per necessità si adatta anche al bestiame domestico, pecore e capre, soprattutto se non sono custodite. Un ruolo importante in questa partita lo giocano i media che rispolverano paure medioevali per una copia o un click in più. Così mette in evidenza lo studio (Eurac) condotto dal ricercatore dell’Istituto per lo sviluppo regionale, Filippo Favilli, geografo fisico esperto di management della fauna selvatica in Trentino Alto Adige (fonte Il dolomiti).

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