Impianto d’innevamento al Bosco di Sant’Antonio, in area protetta, interviene Salviamo l’Orso

Sulla scorta del mancato ricorso del Parco Maiella contro la decisione di far cadere i vincoli sugli usi civici nel bosco di Sant’Antonio non c’è da meravigliarsi del destino riservato, oggi, a quest’area protetta, guarda caso, in discussione per il criticato progetto d’innevamento artificiale dedicato agli appassionati di sci da fondo. Un turismo invernale non proprio ecocompatibile a differenza di come si è cercato di far passare la proposta nell’incontro tenuto la scorsa fine settimana nell’ambito dell’educational Majella l’altra neve. Messi di fronte al contorto governo del paesaggio, voluto da un dio che conduce alla pazzia, non c’è altro d’attendere se non il messaggero degli dei.

Aggiornamento

Bosco di SantAntonio Foto Maria Trozzi Report-age.com 2016
Bosco di Sant’Antonio foto Maria Trozzi

Sull’ultima trovata pescolana, interviene Salviamo L’Orso: “Sono di questi ultimi giorni le polemiche provocate dall’annuncio,  nel corso del bel convegno organizzato dal Parco nazionale della Majella L’Altra neve, di un progetto che l’amministrazione comunale di Pescocostanzo avrebbe in serbo per il monumentale Bosco di Sant’Antonio  maestosa ed antica formazione forestale famosa in tutta Italia per i suoi faggi centenari ed oggi ricompresa nel territorio del Parco nazionale della Majella. Pur ricadendo in un’area di riserva integrale in cui per legge tutti gli interventi infrastrutturali sono severamente vietati (a dire il vero …tutti gli interventi dell’uomo dovrebbero esser vietati, persino il pascolo, se non autorizzato specificatamente dal parco) par di capire che qualcuno pensi a edificare una struttura ad uso della scuola di sci di fondo, ma quel che è peggio addirittura un impianto per l’innevamento artificiale a 1300 metri – aggiunge il presidente dell’associazione che tutela l’Orso Bruno Marsicano Stefano Orlandini: “Alcune associazioni ambientaliste regionali ed una di rilevanza nazionale come  la Lipu hanno duramente commentato quest’ennesimo tentativo di utilizzare il denaro pubblico in aree protette nazionali e regionali a scapito dei fini istituzionali per cui parchi e riserve furono istituite, vale a dire, conservazione e protezione della Natura. Niente di nuovo sotto il cielo di una regione una volta conosciuta come “Regione verde d’Europa” è da anni in balia di una classe politica miope ed  incapace, dedita solo allo smantellamento sistematico del nostro sistema di aree protette principale motore dell’unico possibile sviluppo turistico sostenibile. I sindaci sono la prima linea di questa classe politica inutile ed arretrata ed il territorio del Parco nazionale della Majella, chissà perché, sembra essere il posto perfetto per dar sfogo alla loro dispendiosa fantasia….dalla Zip-line di Pacentro, alla seggiovia di Gamberale (ch), dall’intervento multimilionario di cui si parla da anni sulla Majelletta per finire adesso con la più modesta neve artificiale nel bosco di Sant’Antonio” per non dimenticare l’annullamento del divieto di usi civici di qualche anno fa che ha riportato pastori e tagliaboschi nell’area. Prosegue il comunicato di Salviamo l’Orso: Sembrerebbe incredibile. ma in un Abruzzo interno, privo di servizi essenziali per le popolazioni che vi risiedono, con una viabilità da terzo mondo piagata dalle frane e in attesa da anni della bonifica definitiva di alcune discariche, vere e proprie minacce per la salute, ci si propone di gettare denaro pubblico nei progetti di cui sopra. Il sindaco di Pescocostanzo si difende sottolineando di ‘aver concertato preventivamente con regione e Parco Maiella l’intervento’. Il direttore del Parco, Oremo Di Nino, da noi interpellato su Facebook nega che l’ente sia favorevole o abbia dato un Ok preventivo al progetto quindi  qualcuno non la racconta giusta. Noi siamo propensi a credere al direttore  visto che il Sindaco non sembra aver grande conoscenza di ciò di cui parla quando paragona l’innevamento artificiale di cui si sono dotate le stazioni sciistiche di Roccaraso, fuori dal parco nazionale e impianti per la discesa, ad un intervento da effettuarsi  nell’area del parco e per di più in piena Zona riserva integrale.. imprecisione, superficialità e pressapochismo sono il marchio di garanzia di gran parte dei sindaci d’Abruzzo”.

La replica del Parco Maiella.  “Polemiche sterili, strumentali e infondate – scrive in un comunicato il Parco Maiella – Per dovere di cronaca, l’ente Parco, solo negli ultimi anni ha dato concretezza al suo ruolo di Ente promotore di attività sostenibili a favore del turismo invernale, tracciando percorsi per sci escursionismo e ciaspole e dando vita ad iniziative come l’Altra Neve. Dall’edizione dello scorso anno la partecipazione è aumentata notevolmente e siamo certi che in futuro sarà ancora più intensa, in quanto il Parco, in modo inedito ha iniziato a dialogare con i territori.. Il Parco è consapevole che il confronto aperto richiede volontà di ascolto e comprensione, termini mai esistiti nel vocabolario del Parco edizione 1995-2011 e per fortuna iniziati ad entrare nel linguaggio comune grazie all’opera di percussione fatta da Franco Iezzi, nel suo periodo di commissariamento e presidenza. Oggi si è in attesa di un nuovo presidente e di un nuovo indirizzo che garantisca un rapporto alla pari con le comunità locali. In occasione dell’incontro tenutosi a Pescocostanzo, il sindaco del paese ospitante ha espresso una sua idea progettuale in merito ad un impianto di innevamento artificiale ed il Parco ha ascoltato, pare che tale posizione del Parco sia inaccettabile per qualcuno. L’identificazione di costoro e la loro storia, ormai passata, consente di capire le ragioni di tanto livore”.

Intervento di Nicola Cimini, ex direttore Parco Maiella, su replica del Parco Majella:
Nicola Cimini su Comunicato Pnm in art. Corriere Peligno Report-age.com 18.3.2018

Nicola Cimini su Comunicato Pnm in art. Corriere Peligno Report-age.com 18.3.2018

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