Centrale Snam autorizzata, ecco il decreto. Snam: un anno di monitoraggio e poi il cantiere

Sulmona (Aq). Nel decreto del 9 marzo di 6 pagine Gilberto Dialuce, direttore generale del ministero dello sviluppo economico, dà il via libera definitivo alla realizzazione dell’impianto di compressione del gas naturale a Case Pente. Sono trascorsi appena 5 giorni dalle elezioni Politiche, per i rinnovo del Parlamento italiano, che hanno decretato la vittoria del Movimento 5 stelle e del centro destra, con il movimento di Salvini che per preferenze ha superato Forza Italia.

Aggiornamento 1 e 2

Il monitoraggio prescritto alla Snam durerà un anno e poi verrà avviato il cantiere, annuncia la multinazionale. La presidenza del consiglio dei ministri, appena il 22 dicembre, ha acconsentito all’autorizzazione per la costruzione della centrale di spinta del metano. La prima cosa da fare è aprire un Tavolo con il governo nazionale, Regione, Snam e associazioni ambientaliste per insistere affinché la comunità Peligna non sia sopraffatta, non venga travolta da progetti che vanno contro la volontà popolare aggravando una situazione già assai pesante e che si aggiunge ad una serie di altri scempi e spoliazioni che renderanno impossibile la vita e l’esistenza nella conca Peligna.

Reazioni

Oggi con una nota la Snam chiarisce che “l’avvio dei lavori sarà preceduto dall’esecuzione delle attività previste dalle prescrizioni del decreto di Valutazione di impatto ambientale rilasciato il 7 marzo 2011. In particolare Snam avvierà, in accordo con gli enti competenti, il progetto della rete di monitoraggio delle emissioni e del rumore. Saranno quindi realizzate, nell’area del Comune di Sulmona, delle centraline di rilevamento delle emissioni atmosferiche. Tale attività avrà inizio almeno un anno prima dell’avvio della fase di cantiere. Inoltre, sempre prima dell’avvio dei lavori, Snam procederà alla redazione di un piano dettagliato del biomonitoraggio. Tale piano, che sarà comunicato alla Regione Abruzzo e a vari ministeri ambiente, beni culturali, sviluppo economico, sarà sviluppato sull’intera area della centrale di Sulmona e avrà durata decennale. Così come previsto nel decreto Via, Snam si impegna a utilizzare i sistemi di combustione e di abbattimento delle emissioni previsti dalle migliori tecnologie attualmente disponibili. Snam ha già in esercizio undici centrali di compressione del gas dislocate lungo il territorio nazionale a servizio degli oltre 32 mila 500 chilometri di gasdotti. Attualmente la società ha in corso di realizzazione due nuove centrali ubicate rispettivamente in Emilia-Romagna, nel Comune di Minerbio, e in Lombardia, nel comune di Sergnano. Snam continuerà a dialogare in modo trasparente e aperto con la popolazione e le istituzioni abruzzesi, disponibile al confronto e a fornire tutte le necessarie informazioni e delucidazioni sulle varie fasi di attività del progetto”.

Mario Mazzocca

Queste le dichiarazioni del sottosegretario regionale con delega all’ambiente Mario Mazzocca: “Il Decreto non è una novità, ma un provvedimento atteso, tra l’altro assunto dal Mise nel penultimo giorno utile e sul quale eravamo già preparati ad opporci in via giudiziaria con la predisposizione dei ricorsi al Tar Lazio già avverso la delibera del 22 dicembre scorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Pertanto, per noi non cambia nulla se non il mantenere insediato in maniera permanente questo tavolo a cui partecipano a pieno titolo anche le rappresentanze dei territori, non solo quelle istituzionali ma anche comitati e associazioni, poichè riteniamo che la questione sia dirimente per le strategie di sviluppo che si intendono dare al nostro territorio anche e soprattutto da parte del governo centrale. Quando si sussurra che c’è una ragione di stato o superiore che giustifichi la realizzazione di quest’opera, noi non siamo assolutamente d’accordo perchè riteniamo che tale suprema ragione debba comunque scaturire da una condivisione dei territori stessi e non riteniamo che trasformare l’Abruzzo in un hub del gas, o comunque in un crocevia di quelle quelle infrastrutture a supporto della veicolazione delle risorse energetiche estratte da materia fossile ad esclusivo beneficio di altri Paesi europei, sia una prerogativa dell’Abruzzo stesso. Va ricordato a tal pro come questa opera chiamata “Rete Adriatica” – ma incomprensibilmente, da un certo momento in poi, ubicata solo ed esclusivamente sull’Appennino – rappresenti un pezzo di un’infrastrutturazione di livello internazionale che non porterà alcun tipo di beneficio ai nostri territori: non distribuirà metano a famiglie o imprese abruzzesi o di altre regioni italiane ma lo trasporterà al di fuori del territorio nazionale a beneficio pressoché esclusivo di pochissimi grandi gruppi imprenditoriali. Questa situazione da parte nostra non è sostenibile e quindi ci batteremo fino in fondo a partire quindi dalla reiterazione del ricorso al Tar anche avverso a quest’ultimo decreto che stiamo cominciando a studiare”.

Annamaria Casini

Il sindaco Annamaria Casini che ha preparato con la Regione il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro l’assenso all’autorizzazione appena presentato al Tar: “Non ci arrendiamo e ora più che mai continuiamo la battaglia su tutti i fronti contro la realizzazione della centrale Snam a Sulmona. É stato depositato ieri il ricorso al Tar del Lazio, contro la delibera del consiglio dei ministri del 22 dicembre, richiedendo anche la sospensiva del decreto di autorizzazione alla costruzione dell’infrastruttura dannosa per il nostro territorio. Lunedì sarà depositato il ricorso congiunto ad adiuvandum di 14 comuni del comprensorio, ma siamo già pronti ad apportare integrazioni con incisive azioni successive. Siamo venuti a conoscenza solamente oggi del  decreto del Mise, arrivato e notificato questa mattina presso gli uffici comunali (prot n. 10354 del 9/8/2018), con cui il ministero approva il progetto definitivo dell’opera, autorizzando la costruzione della centrale di compressione gas a Sulmona e delle 4 linee di collegamento alla rete Snam gas esistente. Andremo fino in fondo – interviene Casini – Il professor Alfonso Celotto, avvocato di Roma è incaricato dal Comune di Sulmona per la battaglia amministrativa-giudiziairia al fianco della valle Peligna,  supportando le prossime azioni legali con documenti specifici come quelli relativi agli studi sulla qualità dell’aria, in linea con quanto espresso nell’ultimo consiglio comunale straordinario sul tema. Dopo la fase legale, si passerà a quella politica, in cui saranno i nuovi interlocutori a dover prendere in mano le redini della situazione per la salvaguardia del nostro territorio. Attendiamo la formazione del nuovo Governo” conclude il sindaco Annamaria Casini “noi non arretreremo di un solo passo, continuando a dire no alla centrale di compressione della Snam, lottando con tutti i mezzi a disposizione anche contro la realizzazione del Metanodotto nei nostri territori a forte rischio sismico”.

Conferenza stampa alle ore 11 domani a piazza Italia organizzata dal Comitato cittadini per l’ambiente che così annuncia in una nota: “L’approvazione definitiva della Centrale Snam di Compressione di Case Pente a Sulmona è una vera e propria sfida alla comunità abruzzese e alla democrazia da parte di un Governo screditato dal voto e di dirigenti ministeriali che, a nostro avviso, paiono essere totalmente partigiani di una causa, quella di trasformare il territorio abruzzese e italiano in un hub del gas europeo richiesto dalle aziende per esportare gas per fare profitto e non certo per soddisfare i bisogni dei cittadini. Basta leggere i dati dei consumi di gas e i piani per gli investitori delle aziende per verificarlo. Il Coordinamento No hub del gas – Abruzzo che riunisce comitati, movimenti e cittadini che stanno lottando da anni contro il progetto complessivo di far diventare l’Abruzzo un distretto minerario attraverso singole iniziative come la centrale Snam di Sulmona e il relativo gasdotto della Rete adriatica, non può che commentare in questo modo la notizia dell’emanazione del decreto autorizzatorio finale della Centrale da parte del dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico. Un’opera contro cui si erano già schierate tutte le istituzioni democraticamente elette, dal Parlamento, alla Regione, agli enti locali. Nonostante ciò il progetto va avanti come se nulla fosse, per quella che appare come una Ragion di Stato, solo che non si capisce di quale Stato stiamo parlando perché i cittadini che lo compongono e le stesse istituzioni elette quest’opera non la vogliono per motivi inoppugnabili, dall’inquinamento al rischio sismico. In ogni caso la lotta prosegue con i ricorsi e l’opposizione al cuore dell’intervento, il gasdotto Sulmona-Foligno che a sua volta deve ricevere ancora l’autorizzazione. Per il 21 aprile è programmata una manifestazione a Sulmona decisa in una partecipata assemblea il mese scorso. Per discutere della mobilitazione e delle criticità di quanto sta accadendo convochiamo una conferenza stampa per domani 10 marzo alle ore 11 a Pescara dinanzi la prefettura, simbolo del governo, nei giardini di piazza Italia.

mariatrozzi77@gmail.com

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