Accordo per censire l’Amianto, in gran parte già mappato mentre i registri marciscono

Pescara. Perché un accordo di programma per censire ciò che in gran parte è già mappato? Si dovrebbe monitorare invece l’esistente e recuperare fondi per far funzionare gli uffici in cui sono già raccolti sin troppi dati sulle aree con Amianto e sullo stato del materiale. Questo andrebbe fatto prima di spendere per altre mappature, oltre a garantire impianti sperimentali che potrebbero rendere innocua la fibra d’asbesto. Risorse sì, ma per trasformare in veri e propri uffici i locali (Asl) che accolgono, da anni, atti in cui sono registrati e segnalati siti e capannoni abruzzesi con presenza di amianto da monitorare annualmente e non solo a spese di chi ha pagato care quelle coperture dei fabbricati che poi, d’improvviso, si sono rivelate pericolose. Perché non partire da questo prima di spendere, perché non ci si preoccupa di recuperare i fondi per le bonifiche dei siti? In Regione è stato appena firmato un accordo di programma che in materia però “prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per mappare e censire le coperture contenenti amianto attraverso il telerilevamento e la conseguente gestione del rischio amianto secondo la normativa vigente”. A siglare con la Regione sono ResGea spin-off dell’università Gabriele d’Annunzio di Chieti, Veram srl ed Ecolan spa, alla presenza del dirigente del settore Rifiuti, Franco Gerardini.

Si potrebbe rischiare l’analfabetismo funzionale se, esaminando la nota della Regione, si ricordasse solo il confortante riferimento, nel testo, al trattamento e recupero di materiali contenenti amianto (Mca) di un impianto di Lanciano (Ch). Collegandolo all’accordo appena firmato è un attimo per confondersi quando invece il processo di denaturazione dell’amianto attraverso una reazione chimica determinata dal contatto con il siero di latte é un progetto in fase sperimentale, anche nello stabilimento lancianese. A conclusione del ciclo, forse un giorno, ci si (e qui il comunicato parla al futuro) libererà di 2 specie di rifiuti pericolosi, ma anche di recuperare altri minerali e avviarli verso il recupero, una soluzione alternativa allo smaltimento e conferimento in discarica. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e i responsabili delle 3 società hanno siglato l’accordo che prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per mappare e censire le coperture contenenti amianto attraverso il telerilevamento e la conseguente gestione del rischio amianto secondo la normativa vigente. Alla Regione il compito di reperire risorse economiche nell’ambito dei programmi comunitari, nazionali e regionali per dare concreta attuazione, più che all’accordo, alla disciplina che prevede e garantisce la bonifica dall’amianto.