Visite specialistiche oltre 440 giorni d’attesa. Fp Cgil chiede audizione al Comitato ristretto dei sindaci

Provincia dell’Aquila. Facendo un calcolo approssimato la provincia dell’Aquila ha una estensione pari alla metà del territorio abruzzese, ma fruisce e ha accesso solo ad 1/5 dei servizi sanitari offerti a livello regionale. Funzione pubblica Cgil torna così ad affrontare la questione dei servizi sanitari e socio-assistenziali e la grave di carenza di personale della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila e chiede una audizione nel Comitato ristretto dei sindaci.

Sono sicuramente pochi 60 posti letto accreditati in provincia dell’Aquila sui 525 attivati in tutta la regione per l’assistenza residenziale e semiresidenziale di anziani e disabili, ma Asl e Regione fanno ancora orecchie da mercanti. I dati forniti dal sindacato, risultanti dalla delibera di Giunta Regionale n. 129 del 30 marzo 2017, evidenziano la necessità di ripensare in termini di investimenti il sistema socio-assistenziale delle aree interne, finalizzati a generare migliori servizi ai cittadini e maggiore l’occupazione nel territorio della Asl 1:

  • Setting “Anziani non Autosufficenti” 104 posti letto carenti in Residenza Sanitari Assistenziale per Anziani; 553 posti carenti in Residenza Protetta per Anziani; 55 posti in Semiresidenza Anziani; 55 in Semiresidenza Disabili.
  • Setting “disabilità e riabilitazione” 33 posti di Semiresidenza Riabilitazione Estensiva; 79 posti di Semiresidenze Disabili; 15 di Semiresidenza Disturbi Comportamento Alimentare Adulti; 38 posti per il Centro Diurno Spettro Autistico.
  • Setting “Dipendenze Patologiche” 15 posti letto in Comunità Doppia Diagnosi; 15 in Comunità Prima Accoglienza; 45 in Comunità Terapeutico Riabilitativa; 20 posti letto in Comunità Terapeutico Riabilitativa Semiresidenziale (8-12 ore e 3-6 ore) ed altri 15 in Comunità Educativa Assistenziale.

Fp Cgil denuncia una grave carenza di personale della Asl che continua a generare una qualità del lavoro inaccettabile e altrettanto inaccettabili sono le ripercussioni che tali carenze generano sulla qualità dei servizi che, ad oggi, compromettono l’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). “Non è finanziata adeguatamente la dotazione organica di 4 mila 53 unità lavorative, risultando vacanti e privi di copertura economica circa 250 unità lavorative a cui vanno sommate almeno altre 277 unità lavorative utili al rispetto delle turnazioni di legge. Il dato inconfutabile è che servirebbero, solo per garantire l’erogazione dei servizi essenziali, altre 527 unità lavorative alle quali vanno aggiunte le mancate sostituzioni di circa 130 lavoratori cessati o pensionati nel 2017 ed altri 130 per il 2018 a seguito del mantenimento del blocco del turnover all’80% – continua la nota del sindacato –  Conseguenza di tale situazione è certamente la continua violazione delle norme sui riposi obbligatori per il personale, aumento delle liste di attesa per i cittadini, aumento della mobilità passiva verso altre regioni con aumento di spesa a carico dei malati e dei contribuenti. Infatti, dal sito della Asl 1 Governo delle liste di attesa si evince che per l’area Peligno-Sangrina per una Rx mammografia occorrono 457 giorni di attesa, per una visita Endocrinologica 444 giorni, per una visita pneumologica 242 gg, per un elettrocardiogramma dinamico (Holter) 147 gg, per una ecografia della mammella 262 gg, per una ecografia collo per linfonodi 262 gg, per un ecocolordoppler venoso arti superiori 457 gg. Per quanto concerne l’area della Marsica: per un ecocolordoppler cardiaco occorrono 141 gg. Nel capoluogo di regione per una Tac Addome Completo, con e senza contrasto, occorrono 262 gg, per una ecografia addome completo 290 gg, ecografia tiroide-paratiroidi 289 gg, Rm encefalo senza contrasto 324 gg, ecografia collo per linfonodi 289 gg, ecografia fegato e vie biliari 289 gg, Tac addome superiore 262 gg, visita pneumologica 175 gg.  Come appreso a mezzo stampa, la Fondazione Isal, Ricerca sul dolore, ha riferito che nel 2017 nel territorio Peligno-Sangrino sono state effettuate solo 17 visite domiciliari nei confronti dei pazienti bisognevoli di terapia del dolore a fronte di 1000 prestazioni per l’Aquilano e 400 nell’area Marsica. Ciò evidenzia una criticità organizzativa derivante da una carenza di personale nel territorio Peligno-Sangrino”. Fp Cgil chiede un confronto con le istituzioni regionali, con i vertici aziendali e con il Comitato ristretto dei sindaci per il ripristino delle dotazioni organiche attraverso la revisione del fabbisogno di personale della Asl e per una ricognizione delle necessità assistenziali del territorio provinciale. Il sindacato chiede una strategia per le aree interne “presupposto fondamentale per garantire la qualità dei servizi ed evitare il continuo ed inesorabile processo di spopolamento del territorio oltre che la realizzazione di una efficace integrazione ospedale/territorio – conclude Fp Cgil –  Le soluzioni non devono prescindere da una unità di intenti di tutti i Comuni della Provincia dell’Aquila a difesa del  territorio, considerando che per generare lavoro di qualità occorrono investimenti a tutela della salute delle persone ed alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori”.