Non solo uova di cioccolato. Curiosità sul simbolo della Pasqua dal Wwf

L’uovo viene universalmente considerato il simbolo della Pasqua perché nella tradizione cattolica rappresenta la rinascita mentre per secoli ha avuto il valore di un richiamo alla fertilità. 

Pettirosso d'Inverno sulla fontana Roncisvalle foto Maria Trozzi Report-age.com 2018
Foto Maria Trozzi

La prima immagine in mente è quella di una struttura sferica o elissoidale protetta da un guscio. La descrizione si adatta all’uovo amniotico, caratterizzato da annessi che proteggono l’embrione dalla disidratazione e ne consentono lo sviluppo anche fuori dall’acqua.  Non è così per i pesci e non lo è per gli anfibi che all’acqua devono comunque tornare per riprodursi. L’uovo amniotico, comparso per la prima volta nei rettili, ma oggi sfruttato anche dagli uccelli e dai mammiferi monotremi (echidna e ornitorinco), ha rappresentato nella storia dell’evoluzione la più importante conquista per l’adattamento all’ambiente terrestre. Senza questa rivoluzionaria struttura nessun vertebrato esisterebbe oggi sulla Terra. L’uovo più grande mai deposto da un uccello sembra essere stato quello di una specie di Moa (Dinornis robustus), un grande uccello simile allo struzzo alto più di 2 metri e pesante circa 250 kg, vissuto in Nuova Zelanda, estinto intorno al 1500 a causa dell’uomo. Il suo uovo misurava 17,8 x 24 cm. Quello più grande deposto da un uccello vivente è di uno struzzo, circa 2,5 kg nel 2008 da un allevamento in Svezia. Tra i rettili il record spetta ovviamente a un dinosauro anche se incredibilmente questi giganteschi animali non deponevano uova particolarmente grandi, se confrontate alla mole, tra le più grandi quelle di 60 cm del Gigantoraptor erlianensis, vissuto nel Cretacico circa 75 milioni di anni fa. Quello più piccolo è l’uovo di un colibrì della Giamaica (Mellisuga minima), appena 10 mm e del peso di soli 0,365 grammi. Tra i rettili il primato spetta probabilmente, non ci sono misurazioni ufficiali, al minuscolo Sphaerodactylus ariasae, un geco che può stare tranquillamente su una monetina da 10 centesimi. Le uova non hanno tutte la stessa forma sono ellittiche, ovali, appuntite e piriformi. Varianti determinate da ragioni fisiche (la struttura del bacino) che dalle abitudini riproduttive delle  specie. Gli uccelli marini come le Urie, le Gazze marine e i Gabbiani tridattilinidificano sulle falesie rocciose, depongono uova a forma di pera allungata per non rischiare che possano cadere rotolando, mentre le specie che si servono di cavità o buche possono tranquillamente restare fedeli alla forma rotonda. Per la colorazione delle uova un fattore determinante è il mimetismo ossia tinte in grado di confondersi con l’ambiente. Domina il bianco per i rettili che celano le proprie uova in anfratti e nel substrato o le seppelliscono. Tra gli uccelli la gamma è notevolmente più ampia, ce ne sono anche di marroni, azzurre e rosse con varie possibili sfumature e combinazioni. Il Codirosso algerino (Phoenicurus moussieri) si concede uova sia bianche che azzurre anche nella stessa covata mentre l’Uccello sarto (Orthotomus sutorius) si sbizzarrisce ancora di più e le 4 uova che abitualmente depone possono essere bianche, verdi, blu-verdastro o anche rosa con maculature rosso chiaro, violetto e nero. La Pavoncella (Vanellus vanellus) e il Chiurlo (Numenius arquata) preferiscono ombreggiature marroni o un bel verde oliva macchiettato di rossiccio.

Specialista in assoluto è il Fratino (Charadrius alexandrinus), che il Wef tutela lungo le coste italiane, trampoliere in miniatura che depone uova difficilissime da distinguere nell’ambiente sabbioso in cui si riproduce. Ha un problema opposto il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) che nidifica nelle cavità scavate nei tronchi dove anche per mamma e papà è difficile muoversi uova bianche e lucide per facilitare la localizzazione al buio. La colorazione è data da sostanze deposte sullo stato esterno del guscio: le melanine danno toni bruni e neri, i carotenoidi quelli gialli, rossi, arancio, marrone e violetto; le cianine contribuiscono alla formazione dei blu e dei verdi.

Fratino con i piccoli Report-age.com 2017Strategie di riproduzione. Tra i rettili nella quasi totalità dei casi le uova vengono deposte in un posto caldo e lasciate al loro destino. I piccoli appena nati sono nei fatti una versione in miniatura di mamma e papà, formati e in grado di badare a se stessi. Tra gli uccelli di norma i genitori hanno un comportamento amorevole verso la propria prole. Prima covano le uova e poi accudiscono i piccoli mettendoli in grado di badare a se stessi prima di abbandonarli. Non mancano  le eccezioni. La più nota è quella del Cuculo (Cuculus canorus) che abbandona il proprio uovo nei nidi altrui, in Italia soprattutto quelli di Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), Luì verde (Phylloscopus sibilatrix) e Pettirosso (Erithacus rubecula), favorito dalla somiglianza delle proprie uova con quelle della specie ospite. Alla schiusa, dopo una dozzina di giorni, il pulcino del cuculo spingendole con il dorso, getta fuori dal nido le altre uova non ancora schiuse e, nel caso, anche gli eventuali fratellastri per avere per sé tutto il cibo portato dai genitori involontariamente adottivi.

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