Protesta Commercianti Centro storico: ‘L’Amministrazione deve capire’..tutti!

Sulmona (Aq). I commercianti del centro storico vanno sostenuti, ascoltati e se protestano e manifestano va data loro la giusta attenzione per risolvere i problemi che lamentano e comprendere le ragioni del disagio che vivono in una città che non spende, ma non è solo colpa degli amministratori se Sulmona muore tutti i giorni da 30 anni.

Protesta commercianti Casini La Civita Report-age.com 1.3.2018

Le proposte dei commercianti centro storico Report-age.com 2018
Richieste commercianti centro storico

Oggi a loro questo spazio è stato finalmente dato, non ancora garantito, ma almeno sono scesi in piazza, hanno chiuso negozi ed esercizi perdendo una mezza giornata di lavoro per difendere i loro diritti. In aula consiliare hanno discusso con gli amministratori locali presentando le loro richieste. Dicono di essere in crisi, sono esasperati perché non vendono più eppure tra quelli che si lamentano c’è chi gira con auto da migliaia di euro, indossa vestiti che per comprarli non bastano 2 stipendi e calzano paia di scarpe che costano minimo 400 euro. E se proprio da loro passi per chiedere un contributo per una iniziativa o per domandare sostegno a qualche attività a stento ti salutano. Tutta la nostra comprensione per chi davvero ha bisogno ed espone le sue ragioni, ma cominciamo a fare qualche distinguo per quelli che non vogliono sentire e speriamo che perdano un altro po’ del loro prezioso tempo per leggere quanto stiamo scrivendo. Se la gente non spende non è solo colpa della Zona a traffico limitato o del sindaco e possiamo anche essere d’accordo sull’apertura ai veicoli a motore sino alle ore 18 e la chiusura alle auto in centro storico dalle 18 fino alle ore 20, vada con l’isola pedonale sabato e domenica. I commercianti del centro storico ne hanno parlato però con i residenti dell’area, si sono confrontati con quelli tartassati dal gas di scarico delle auto e dai trambusti dei locali notturni del week end? Oppure Corso Ovidio è solo di certi commercianti? Che importa vero, tanto i residenti sono in minoranza! Nulla da eccepire sulla richiesta di qualificazione turistica della città e del comprensorio con eventi di rilievo e strutture adeguate. Ci domandiamo però perché proprio nei giorni estivi in cui si svolgono rievocazioni storiche e cortei la gran parte dei commercianti chiuda per ferie. Non si fanno affari, ci dissero alcuni esercenti di piazza Garibaldi luglio e agosto scorso. Protesta commercianti la'mministrazione deve capire Report-age.com 2018C’è crisi! Dunque eventi di rilievo non bastano e riprendendo il discorso della qualificazione turistica spesso però quella dei commercianti è la categoria meno presente se si tratta di opporsi ai tagli dei servizi fondamentali (ospedale, tribunale, uffici pubblici in materia di sicurezza) così quando si tratta di difendere dalle minacce governative le bellezze naturali di questo comprensorio porta dei parchi (montagna, aria pura, verde e sicurezza). Tutti elementi che, insieme ai confetti, richiamano turisti da ogni parte del mondo e hanno fatto esplodere l’economia sostenibile che crea posti di lavoro in altre località dove davvero c’è unione e c’è forza dove il problema dell’altro diventa di tutti e si risolve rispettando tutti. In aula le battutine di disprezzo nei confronti degli amministratori, sotto banco, non sono mancate. Va beh, sono incazzati, ma chi pretende rispetto deve rispettare. Il solo modo per superare la crisi è rimettere in moto l’economia, offrendo lavoro stabile a chi lo merita, è creare posti di lavoro non in nero o non pagando affatto. Questa valle è ferma al medioevo, non è immune dallo sfruttamento e dalle speculazioni a scapito degli ultimi. Le poche aziende che continuano ad operare sono in bilico, non si spende anche per questo, non si attraggono investimenti e i grandi magazzini ingurgitano la fetta d’incassi un tempo fissata in centro storico. Chi ha lo stipendio preferisce i centri commerciali. Queste attività però il sindaco attuale ce le ha già trovate e forse dovrebbe impegnarsi a contenerne la proliferazione? Chiedono la sistemazione degli edifici pubblici da destinare ad uffici e servizi da riportare nel centro storico e allora un dubbio sorge per l’accelerazione dell’iter di Casa Italia chiesta dai commercianti. Cosa facciamo se nel centro storico gli edifici sono troppo vulnerabili? Continueremo a prendercela con l’amministrazione che di certo ha le sue tantissime colpe, uffici fermi da anni con un responsabile che tra malattia, ferie e aspettativa, è ancora lì a palazzo San Francesco. Indagini, inchiesta e multe non sono bastate. E se non ci sono spazi  agibili e disponibili per rischio sismico ci metteremo tutti d’accordo ad esercitare l’attività, com’è accaduto dopo il terremoto del 2009, negli edifici in categoria E che al piano terra ospitavano esercizi commerciali aperti. In breve c’è chi fa solo i propri interessi, chi fa politica con la “p” minuscola, chi non sa amministrare e chi non fa altro che lamentarsi, difficile trovare qualcosa di diverso. Fanno male certe osservazioni, ma occorrono se vogliono rispetto. L’ipocrisia e le prese in giro le lasciamo agli altri. Solo così si cambia e la situazione migliora sul serio.