Nel cuore del Parco Sirente 6 milioni della Regione per ‘distruggere’ habitat

Circa 6 milioni di euro dalla Regione verdognola dei parchi destinati al turismo invernale nel Parco regionale Sirente-Velino, con interventi in aree protette sottoposte a vincoli nazionali ed europei, tengono a precisare Wwf, Mountain wilderness, Lipu e Pro Natura, Appennino, Altura e Salviamo l’Orso. 

Foto Rossano Soldati
Eterna incompiuta nel Parco Sirente Velino

L’esecutivo regionale investe sui bacini sciistici di Ovindoli, monte Magnola di Rocca di Mezzo e Campo Felice con un intervento di mobilità multimodale per il miglioramento dell’accessibilità alle località turistiche stanziando 6 milioni di euro. Si teme un’altra eterna incompiuta tra gli ambientalisti che conoscono bene l’esito di certe procedure e singolari progetti che consumano i preziosi habitat, a detrimento del Parco regionale. La delibera di giunta n. 83 del 20 febbraio che al punto 2, lettera c prevede “l’intervento volto al completamento infrastrutturale dei bacini sciistici di Ovindoli, Monte Magnola, di Rocca di Mezzo e Campo Felice, che prevede opere di mobilità multimodale per il miglioramento dell’accessibilità alle località turistiche per 6 milioni di euro”. Nell’allegato alla delibera, firmato dal segretario della Giunta (al punto 5, pag,.2.3) è specificato il collegamento funiviario tra gli attuali impianti sciistici di Ovindoli monte Magnola, Rocca di Mezzo e gli impianti sciistici di Campo Felice con impianto per la risalita di forti pendenze e per il superamento di discontinuità naturali, dotato di veicoli sospesi a cavi per il trasporto dei passeggeri”. 

“Non c’è pace per il Parco regionale Sirente Velino che puntualmente ogni anno vede politici locali e regionali proporre progetti di riperimetrazione dei confini, di lottizzazioni di intere aree naturali, di affidamento della gestione del territorio a fantomatici consorzi venatori, di immaginari stadi dedicati allo sci nordico per finire al devastante collegamento tra le stazioni sciistiche di Ovindoli e Campo Felice attraverso i Piani di Pezza, una delle aree naturalisticamente più importanti del Parco regionale e dell’Abruzzo, corridoio faunistico strategico per la fauna ed in particolare per l’orso bruno marsicano, abituale frequentatore dell’area protetta – intervengono in una nota le 7 associazioni ambientaliste – Un sogno nel cassetto, irrealizzabile, che periodicamente viene riproposto e che non tiene conto della sempre più grave crisi del turismo invernale, dei cambiamenti climatici e dei moniti del Ministero dell’Ambiente che ha più volte  scritto alla Regione Abruzzo rammentando i vincoli esistenti nel Parco regionale e quelli europei ben più stringenti di Sic (Sito di interesse comunitarioe) e Zps (Zona di protezione speciale) che fanno parte della Rete natura 2000 e che, se infranti, porterebbero inevitabilmente ad una  procedura d’infrazione europea con costi insostenibili per la comunità abruzzese. Tutto ciò avviene nelle nostre aree montane con strade dissestate e senza servizi primari per i cittadini, dove da anni il Parco regionale non riesce a dotarsi del Piano per inadempienza dei politici di turno, dove spesso si fa fatica a gestire l’ordinario, dove non si riesce neppure a realizzare in tempo utile la rinnovata seggiovia delle Fontari al Gran Sasso e dove vengono gettati al vento 3,5 milioni di euro per gli impianti sciistici e le relative piste di Camporotondo che puntualmente sono rimasti chiusi per problemi tecnici nel periodo delle feste natalizie” concludono le associazioni.

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